Sit-in per Emmauel, nigeriano ucciso a Fermo «Lo Stato deve farsi carico dei problemi sociali»

«È importante realizzare questo momento comunitario oggi, perché tutti insieme diciamo no a questa barbarie, diciamo no al razzismo» spiega a MeridioNews Adham Darawsha, presidente della Consulta delle Culture di Palermo e promotore del sit-in Una candela per Emmanuel,che si svolgerà oggi alle 18 in piazza Verdi, davanti al teatro Massimo. Un «atto dovuto», per ricordare il 36enne nigeriano Emmanuel Chidi Nnamdi, ucciso a sprangate da Amedeo Mancini a Fermo, dopo aver reagito agli insulti razzisti rivolti alla moglie Chinyere. «Staremo tutti riuniti» dice Darawsha. La lista dei sostenitori di questa iniziativa è molto lunga: dalla Cisl Palermo e Trapani alla Anolf Palermo, e ancora Rifondazione Comunista, l’associazione InformaGiovani, l’Ufficio Speciale Immigrazione Regione Sicilia e il Forum Antirazzista.

«Non posso ipotizzare i numeri della partecipazione da parte della città, non ho questo potere e neppure l’interesse. Credo comunque che Palermo – continua il presidente – per quello che è e per quello ha vissuto qualche mese fa, non sia una città che sta a guardare» riferendosi all’episodio accaduto ad aprile a Ballarò ai danni di Yusupha Susso, il 21enne gambiano ferito alla testa da un colpo di pistola dopo una lite. «Noi non abbiamo mai voluto fare le cose a caso, ci siamo sempre spesi affinché i fatti venissero chiariti. Vale anche per questa storia di odio razziale palese avvenuta nelle Marche» torna a dire l’uomo.

«Quando uno la spara grossa e pronuncia frasi razziste va a finire su tutti i giornali, mentre la maggioranza silente, pacifica e tollerante, quella che vuole una comunità unita sembra sparita, nessuno ne parla» dice ancora Darawsha, in tono di rimprovero. «In questo momento serve alzare la voce e dire che noi, come Consulta delle Culture, siamo presenti sul tema del razzismo. Ma sono soprattutto le istituzioni che si devono fare carico di certi argomenti e di certe realtà». Il presidente auspica infatti che, dopo fatti così gravi come quello per cui Palermo si riunisce oggi, lo Stato si impegni concretamente sul fronte dei problemi sociali: «L’indifferenza verso il prossimo nasce soprattutto da un disagio profondo insito nella società italiana – conclude Darawsha – I deboli, i poveri, gli anziani: sono quei temi sociali che devono tornare al centro del dibattito politico istituzionale. Non si può costruire un Paese lasciando questi argomenti fuori da un qualsiasi confronto».


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