Siracusa, sequestro da 40 milioni a Roberto Cappuccio Il re delle forniture alimentari è ritenuto vicino ai clan

Sequestro di 40 milioni a Roberto Cappuccio, già coinvolto nell’operazione Beta con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. A eseguire il provvedimento – su disposizione del tribunale, sono stati i finanzieri del Comando provinciale di Catania, in collaborazione con lo Scico. Cappuccio, 54 anni, è ritenuto amministratore di fatto di Unigroup spa, impresa che si occupa di distribuire prodotti alimentari a bar, locali di ristorazione e grande distribuzione.

Cappuccio è considerato dai magistrati contiguo alla famiglia mafiosa catanese dei Santapaola-Ercolano. A sottolineare i rapporti esistenti tra l’imprenditore e la criminalità organizzata è stato anche il tribunale del Riesame: Cappuccio, già negli anni Novanta, avrebbe acquisito partecipazioni in un’impresa riconducibile al clan Bottaro-Attanasio, grazie alla parentela con Ernando Di Paola, pregiudicato per mafia. 

Cappuccio avrebbe usufruito della forza intimidatrice delle cosche per affermarsi sul mercato, ricambiando Di Paola con il supporto negli affari imprenditoriali di quest’ultimo «attraverso la fornitura di merci, la collocazione dei suoi prodotti e la concessione di garanzie indispensabili per il rilascio di fideiussioni bancarie».

Dagli accertamenti effettuati dai militari delle Fiamme gialle sono emerse diverse operazioni in cui Cappuccio sarebbe uscito ad acquisire beni di un valore molto più elevato rispetto ai redditi dichiarati. Questo il caso di un’imbarcazione comprata nel 2001 da un familiare di un esponente di un clan, successivamente destinatario di un sequestro di beni, per poi rivenderla allo stesso prezzo. Cappuccio si è reso protagonista anche di una serie di compravendite immobiliari tramite Unigroup e a favore della Family Group srl, altra società considerata sotto il controllo del 54enne. 

I beni oggetti del sequestro sono costituiti da due fabbricati, tra i quali una villa di dieci vani e piscina, 32 rapporti bancari, un’automobile, e le società Unigroup, Be.Ca e Family Group.


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