La fuga dei giovani laureati dalla Sicilia non conosce battute d’arresto. Non solo verso l’estero, ma soprattutto verso le altre regioni italiane. È uno dei dati che emergono dal nuovo report dell’Istat sulle migrazioni interne e internazionali della popolazione residente. Pubblicato a inizio agosto dall’istituto di ricerca, il documento analizza i movimenti registrati in sei […]
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Sicilia, la fuga dei giovani laureati non si ferma: oltre 35mila in 6 anni, pochi all’estero
La fuga dei giovani laureati dalla Sicilia non conosce battute d’arresto. Non solo verso l’estero, ma soprattutto verso le altre regioni italiane. È uno dei dati che emergono dal nuovo report dell’Istat sulle migrazioni interne e internazionali della popolazione residente. Pubblicato a inizio agosto dall’istituto di ricerca, il documento analizza i movimenti registrati in sei anni: dal 2019 al 2025. Il quadro regionale è particolarmente significativo. La Sicilia registra un saldo complessivo negativo di circa 35.300 giovani italiani laureati tra i 25 e i 34 anni. È il secondo dato peggiore tra le regioni italiane, dopo quello della Campania (a meno 42mila).
La maggior parte dei siciliani va al Centro-Nord
Il dato siciliano si inserisce nella dinamica dell’intero Mezzogiorno. Nel 2025 sono stati circa 112mila i trasferimenti di ogni età da Sud e Isole verso il Centro-Nord, mentre quelli nella direzione opposta sono stati 67mila. Con il risultato di una perdita netta di circa 45mila residenti per il Mezzogiorno. E la Sicilia ha un peso consistente all’interno di questo esodo. Il 23,6 per cento dei trasferimenti dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord proviene dall’Isola, seconda soltanto alla Campania, che rappresenta il 29 per cento del totale. Seguono Puglia con il 17,7 per cento e le altre regioni meridionali. La mobilità interna, del resto, continua a privilegiare soprattutto spostamenti di breve e medio raggio: quasi il 60 per cento tra Comuni della stessa provincia, mentre circa un quarto riguarda movimenti tra regioni diverse. Proprio all’interno di questi ultimi, quelli dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord rappresentano oltre un terzo del totale.
Il giovane capitale umano che lascia l’Isola
È, però, il dato sui laureati a raccontare meglio la dimensione del fenomeno. L’Istat considera i cittadini italiani tra i 25 e i 34 anni in possesso almeno di una laurea triennale e calcola il saldo migratorio interno, quello con l’estero e quello complessivo. A livello nazionale, tra il 2019 e il 2025 il Mezzogiorno ha perso 122mila giovani laureati italiani nei confronti delle altre aree del Paese. A questi si aggiunge un saldo negativo con l’estero di circa 28mila unità. Il risultato è una perdita complessiva di circa 150mila giovani laureati. E la Sicilia è tra le regioni maggiormente interessate dal fenomeno. Nel grafico dell’Istat, il saldo complessivo dell’Isola è pari a meno 35,3mila giovani laureati nel periodo 2019-2025: di questi, 30,8mila hanno scelto il resto d’Italia e solo 4,5mila di andare all’estero.
La fuga all’estero rallenta, ma il saldo negativo resta
Il report Istat segnala anche un rallentamento generale dell’emigrazione italiana verso l’estero. Dopo il picco del 2024, quando gli espatri erano arrivati a 141mila, nel 2025 sono scesi a 109mila. Il saldo migratorio degli italiani con l’estero rimane comunque negativo: da meno 83mila nel 2024 passa a meno 53mila nel 2025. Di questi expat, circa 11mila provengono dalle Isole. E, tra loro, il 34 per cento era nato fuori dall’Italia. Una percentuale di poco più alta al resto d’Italia e dovuta, probabilmente, ai flussi migratori che interessano l’Isola.
Gli stranieri compensano solo in parte
Il quadro nazionale mostra, infine, un’altra dinamica: il saldo complessivo dei giovani tra 25 e 34 anni riesce a rimanere positivo grazie alla componente straniera. Tra il 2019 e il 2024 l’Italia ha perso 161mila giovani italiani andati all’estero, ma ha guadagnato 454mila giovani stranieri. Con un saldo complessivo positivo di 293mila unità. Ancora più significativo è il dato relativo ai laureati: nello stesso periodo, gli 88mila giovani laureati stranieri hanno compensato i poco meno di 78mila colleghi italiani partiti. Per la Sicilia, dunque, il problema non è soltanto quanti residenti si spostano. Ma, soprattutto, del fatto che siano i giovani appena formati.