Siccità e agricoltura in crisi: la Sicilia in grande sofferenza, calano agrumi e olio

Il cambiamento climatico ha smesso da tempo di essere un’astrazione, e in Sicilia oggi si manifesta con tutta la sua concretezza: temperature record, piogge assenti, suoli arsi. L’isola si scopre fanalino di coda dell’agricoltura nazionale. Il 2024 si è chiuso con un meno 7,2 per cento nella produzione agricola in volume e un meno 10,1 per cento nel valore aggiunto, a fronte di una crescita media italiana rispettivamente dello 0,6 per cento e del 2 per cento. A rivelarlo sono i dati ufficiali Istat contenuti nel rapporto Andamento dell’economia agricola 2024 pubblicato ieri. Numeri che fotografano con precisione l’impatto sempre più pesante della crisi climatica sull’economia rurale dell’isola.

Gli agrumi, fiore all’occhiello dell’agroalimentare siciliano, hanno segnato una caduta del 6,3 per cento nella produzione nazionale, con una flessione particolarmente marcata nelle aree meridionali e insulari. La causa principale? La siccità prolungata che ha colpito le campagne, limitando lo sviluppo dei frutti e compromettendo interi raccolti. Anche l’olio d’oliva non è andato meglio: meno 4,7 per cento a livello nazionale, ma la situazione nell’isola è ancora più grave, con produzioni scese ben al di sotto della media degli ultimi cinque anni. Il contesto meteorologico estremo, con ondate di calore sempre più frequenti, ha reso quasi impossibile garantire una regolare irrigazione dei campi. In molte aree della Sicilia l’approvvigionamento idrico è ormai emergenziale, con invasi ai minimi storici. E se la frutta ha segnato una ripresa nel 2024 (più10,8 per cento a livello nazionale), trainata soprattutto dal Centro e dal Nord Italia, la Sicilia non ha beneficiato di questa inversione di tendenza. Nell’Isola il caldo ha reso sterili i terreni e le piogge primaverili, quando ci sono state, sono arrivate troppo tardi.

Stando ai rilievi pubblicati nella ricerca dell’istituto di statistica la Sicilia è la regione con il peggior dato produttivo in Italia e una delle poche, insieme alla provincia di Trento e alla Calabria, a registrare un calo a doppia cifra del valore aggiunto. Mentre altre aree del Mezzogiorno come Puglia e Abruzzo mostrano segnali di ripresa, la Sicilia arranca. Il rischio è che l’intero comparto agricolo isolano venga marginalizzato in un settore nazionale che, nel complesso, sembra stia recuperando terreno. Anche sul fronte dei prezzi la Sicilia non sorride. Se in Italia l’olio d’oliva ha visto un aumento del 13,2 per cento e la frutta del 5,7 per cento, gli agrumi sono crollati del 13,3 per cento, segnando una contrazione che colpisce duramente proprio i produttori siciliani, che da decenni si confrontano con i prezzi più instabili e una concorrenza crescente sia sul mercato interno ma anche su quello estero.


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