«Siamo liberi», il messaggio dei pescatori rapiti in Libia Dopo 108 giorni stanno per tornare a Mazara del Vallo

«Ho appena ricevuto un messaggio vocale di mio padre che mi dice: “Siamo liberi“». Ad annunciarlo è stata la figlia di uno dei 18 pescatori dei due motopesca di Mazara del Vallo che per 108 giorni sono stati trattenuti in Libia, a Bengasi. I familiari adesso si sono radunati davanti al municipio mazarese con il sindaco Salvatore Quinci. «È un grande giorno per tutti noi – ha detto il primo cittadino – Abbiamo ricevuto comunicazioni su una liberazione imminente e, adesso, aspettiamo ulteriori notizie e la conclusione di questa vicenda».

Intanto, è arrivata anche la notizia che i pescatori sono già a bordo dei pescherecci. «Aspettano l’ok per togliere la cima e fare rotta su Mazara del Vallo – ha dichiarato Vito Gangitano, il presidente del consiglio comunale di Mazara del Vallo – Da quello che abbiamo capito, arriveranno con le barche». Appresa la notizia della liberazione dei pescatori, anche il sindaco di Trapani Giacomo Tranchina ha espresso la propria soddisfazione: «Adesso, nonostante tutto, sarà un bel Natale per la comunità mazarese e anche per la nostra città che dal mare trae sostentamento per molte famiglie. Adesso – ha aggiunto il primo cittadino – potremo rialzare la bandiera della nostra città».

Una notizia inaspettata che «dopo tre mesi di attesa, ci aveva reso scettici – ha dichiarato il vescovo monsignor Domenico Mogavero – Ora l’incubo è finito e questo è il più bel regalo di Natale per le famiglie. La gioia è tutta loro ma anche nostra – ha aggiunto – e adesso aspettiamo di trascorrere queste ore in attesa di riabbracciarli».


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