La prima campanella ha suonato e il ritorno a scuola, per alcuni alunni di Catania e Palermo, si è trasformato in uno sport estremo. Tra piante infestanti secche e altissime, tombini coperti dai cespugli, passaggi pedonali ostruiti da erba cresciuta in maniera incontrollata. Nel cortile perfino sacchetti di spazzatura. «Mi sono imbattuto nella foresta amazzonica. […]
A Palermo e Catania ritorno a scuola tra erba alta e rifiuti: «Non si apriva nemmeno il cancello»
La prima campanella ha suonato e il ritorno a scuola, per alcuni alunni di Catania e Palermo, si è trasformato in uno sport estremo. Tra piante infestanti secche e altissime, tombini coperti dai cespugli, passaggi pedonali ostruiti da erba cresciuta in maniera incontrollata. Nel cortile perfino sacchetti di spazzatura. «Mi sono imbattuto nella foresta amazzonica. Una situazione di totale abbandono, in una scuola dove invece si potrebbero fare tante attività». E non di sopravvivenza. Il commento è di un genitore che ha accompagnato i figli all’istituto Campanella-Sturzo, nel quartiere Librino di Catania. Dove tra erba secca e residui della cenere dell’Etna risultava difficile anche aprire alcuni cancelli di accesso al plesso scolastico. Situazione non troppo diversa da quella denunciata in alcune scuole di Palermo.
A Catania ritorno a scuola tra erbacce e rifiuti
Un video-denuncia che ha fatto il giro dei social e raccolto i commenti di altri genitori catanesi. Ugualmente indignati e preoccupati per «lo stato di inciviltà e degrado» in cui versano i locali esterni di alcune scuole. Sono in molti ad attribuire la responsabilità «all’incuria da parte dell’amministrazione comunale». A girare il video-denuncia è stato il tiktoker Gaetano Finocchiaro, noto sui social come Gaetano Pescheria, che chiude le riprese rivolgendosi direttamente al sindaco di Catania Enrico Trantino. Facendo ricorso alla sua solita ironia: «Spiici e giappunisi (Domanda ai giapponesi, ndr)». Con un riferimento al video in cui il primo cittadino etneo, in tema di rifiuti, ha sognato il modello Tokio per Catania. MeridioNews ha provato a contattare l’assessore al Verde Giovanni Petralia, per capire se esista un piano per il diserbo degli istituti scolastici cittadini. Ma senza ricevere risposta.
Il piano di diserbo del Comune di Palermo
Ad annunciare, invece, l’attività è stata l’amministrazione comunale di Palermo. «Su 260 scuole comunali, la Reset ha già completato gli interventi di diserbo nelle aree interne in circa l’88 per cento dei plessi – spiega l’assessore al Verde del Comune di Palermo Piero Alongi – Restano da completare una ventina di scuole, nei prossimi giorni». Un programma che comprende anche, prosegue, il diserbo delle aree esterno attorno a tutti gli istituti scolastici. «Centinaia di migliaia di metri quadrati – dice Alongi – con una notevole contaminazione di rifiuti». Un piano che, però, si scontra almeno in parte con la smentita di Sabrina Figuccia, presidente della Terza Commissione e capogruppo della Lega al Consiglio comunale di Palermo.
La smentita con la denuncia delle famiglie

O meglio, secondo Figuccia, «a smentire certe narrazioni arrivano i fatti, le immagini e, soprattutto, la voce delle famiglie». Come la denuncia, al primo giorno di scuola, dall’istituto comprensivo Rita Levi Montalcini a Borgo Nuovo. Dove alcune famiglie hanno documentato l’ingresso tra sterpaglie alte, rifiuti, strutture danneggiate e un evidente stato di abbandono delle aree esterne della scuola. «La qualità di una città si misura soprattutto nei servizi ai più piccoli – conclude la consigliera -. Il diritto allo studio passa anche dal diritto dei bambini a frequentare ambienti dignitosi e sicuri».