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Schifani, andata e ritorno (anticipato) da Bruxelles

Era volato a Bruxelles per incontrare la commissaria europea per l’Ambiente, Jessika Roswall, per un confronto sul Piano regionale dei rifiuti. Ma, visti gli sviluppi dovuti alla crescita della tensione politica per via dell’inchiesta della Procura di Palermo, il presidente Schifani, da Bruxelles, prenderà il primo volo all’alba del 7 novembre per arrivare a Palazzo d’Orleans in mattinata. Giusto in tempo per essere presente a quella che si preannuncia essere la Giunta più calda del suo mandato che ha convocato con urgenza.

Appalti e concorsi truccati

Appalti e concorsi truccati. È questo il tema che, inevitabilmente sarà sul tavolo anche a seguito della richiesta della Procura di Palermo che ha chiesto l’arresto dei 18 indagati. Tra questi il segretario della Dc Totò Cuffaro, il coordinatore di Noi Moderati Saverio Romano e il capogruppo della Dc nell’Assemblea siciliana Carmelo Pace. Ma, per tornare all’appuntamento belga, ricordiamo che ha rappresentato un passaggio cruciale nei rapporti tra Regione Siciliana e Unione europea su uno dei temi più strategici per il futuro dell’Isola: la gestione sostenibile dei rifiuti.

Gestione dei rifiuti

Sul tavolo della Commissaria Europea, il presidente Schifani a Bruxelles ha messo la piena disponibilità del governo regionale a collaborare con la Commissione europea, assicurando trasparenza, conformità alle direttive e determinazione nel procedere lungo il percorso tracciato. Sembra, però, che anche l’allineamento del piano siciliano con gli obiettivi e le normative comunitarie, in particolare in materia di economia circolare, recupero di materia e valorizzazione energetica degli scarti attraverso i due termovalorizzatori previsti.

Tenuta del Governo regionale

Gli eventi locali, e il suo frettoloso ritorno, dimostrano che il rischio di tenuta del Governo regionale è definibile, per usare un termine militare visto che in questo periodo vanno molto di moda, DEFCON1, ossia massima allerta. All’interno della maggioranza tutti si stanno smarcando dalla Dc. La Lega, che con il partito di Totò Cuffaro nelle scorse settimane aveva stretto un’accordo strategico in vista della prossima competizione elettorale, ora parla di interlocuzione. E, nei corridoi, del Palazzo, la frase più frequente sembra essere: Cuffaro chi?


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