Santa Tecla, i cittadini puliscono la scogliera L’evento organizzato da un universitario

In molte spiagge siciliane l’estate lascia in dote rifiuti e spazzatura. Soprattutto nei tratti di costa più impervi, ma affascinanti e molto trafficati come quello di Santa Tecla, frazione di Acireale. Qui, nella zona dello scalo Pennisi, in uno degli affacci a mare più suggestivi, rifiuti e cartacce coprono rocce e macchia mediterranea. Un gruppo di cittadini domenica scorsa si è sostituito alle istituzioni locali per ripulire questo angolo di litorale, riempiendo decine di sacchi di spazzatura. Ad organizzare l’evento, a cui hanno partecipato una ventina di persone, compreso il parroco Alfredo D’Anna, è stato Luca Pulvirenti, studente d’ingegneria al Politecnico di Torino, che nei mesi estivi torna nella sua Acireale. «Volevo fare qualcosa che desse il via a un cambiamento, non come associazione, ma come semplice cittadino», spiega.

Luca ha così avviato il passaparola tra i residenti e tra amici e conoscenti di Acireale, anche attraverso un evento su Facebook. «Il Comune se ne frega, gli operatori ecologici non passano e la gente butta sugli scogli di tutto e di più», continua il futuro ingegnere che, vivendo per nove mesi all’anno a Torino non può fare a meno di notare le differenze tra Nord e Sud. «Non solo e non tanto tra le grandi città, ma soprattutto nei paesini – precisa – e non si tratta solo di servizi migliori, è la gente che ha un diverso senso civico e si prende cura del proprio pezzetto di strada». Luca ha già ripreso l’aereo per Torino, ma pensa alla prossima estate. «Molti mi hanno chiesto di replicare l’evento – conclude – spero di organizzare una serie di giornate di pulizie dei nostri borghi di mare».


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