Un problema troppo spesso sottovalutato, ma che richiede uno sforzo di tutte le forze in campo per essere risolto: la salute mentale. Sono ormai passati 48 anni da quando è entrata in vigore la legge 180 del 13 maggio 1978, cosiddetta legge Basaglia, che ha chiuso i manicomi, diventati ormai luoghi di tortura e degrado. […]
Salute mentale in Sicilia: «Il disagio psichico cresce, ma alle istituzioni non interessa»
Un problema troppo spesso sottovalutato, ma che richiede uno sforzo di tutte le forze in campo per essere risolto: la salute mentale. Sono ormai passati 48 anni da quando è entrata in vigore la legge 180 del 13 maggio 1978, cosiddetta legge Basaglia, che ha chiuso i manicomi, diventati ormai luoghi di tortura e degrado. Ma nulla è stato fatto per sostituire un apparato differente che potesse occuparsi della salute e del benessere mentale. Uno smacco che paghiamo ancora oggi sia a livello locale sia nazionale.
Dal 2023 l’Organizzazione delle Associazioni per la Salute Mentale in Sicilia ha deciso di stilare un documento in cui vengono messe in luce tutte le criticità di questo sistema e vengono anche fornite delle possibili soluzioni. Il documento è stato presentato oggi all’Assemblea Regionale Siciliana. Il riferimento prima di tutto è alle piante organiche inadeguate rispetto al fabbisogno dell’utenza, una problematica comune a molti settori della Sanità odierna.
Nello specifico, invece, il budget destinato alla salute mentale viene speso a macchia di leopardo con il risultato di una mancata utilizzazione di tutti i fondi a disposizione. Un altro argomento da trattare urgentemente è quello della salute mentale degli adolescenti, con strutture capaci di intercettare il disagio o esordi di patologie psichiatriche per porvi rimedio. E ancora la mancanza di comunità alloggio, di centri diurni, Rems ( Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza). Inoltre, il modello assistenziale andrebbe riveduto a livello nazionale per essere adeguato al Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM).