Regionali 2012, vince il «manifesto debole» «Agli slogan manca il messaggio concreto»

Cambiamento, futuro, rivoluzione, sogno, onestà. Sono queste le parole d’ordine dei candidati alla Presidenza della Regione Siciliana 2012 che campeggiano sui rispettivi manifesti elettorali. A prevalere un leitmotiv comune a tutti gli aspiranti presidenti: la debolezza del messaggio. Riassumere il proprio messaggio elettorale su un manifesto è cosa difficile e complessa. Un manifesto non fa vincere o perdere una competizione elettorale ma se ben strutturato può favorire la diffusione del messaggio di un candidato tra gli elettori. Diamo uno sguardo, in ordine rigorosamente alfabetico, ai manifesti dei candidati.

Giancarlo Cancelleri (M5S): Votate per Voi. Questo è uno dei messaggi che si trovano on line a favore del candidato «portavoce» del movimento politico di Grillo. A dare uno sguardo sulla pagina fan di Facebook ci sono alcuni banner costruiti bene su alcune issue (connettività, statuto, acqua). Tuttavia, non sembra esserci un messaggio principale su cui si basa la campagna. Forse la copertina della pagina Facebook del candidato che recita «Il voto è un diritto. Il 28 ottobre esercitalo con noi» può darci qualche risposta sul perché della candidatura di Cancelleri?

Rosario Crocetta (PD, UDC e API): La rivoluzione è già iniziata. Anche qui siamo di fronte a una frase che lascia il tempo che trova. Un’idea che sembra avere il vuoto alle spalle. Puntare di più sulla storia personale di Crocetta poteva essere una soluzione? Quali sono le priorità? Quale vision?

(S)Cateno De Luca (Rivoluzione Siciliana): Rivoluziono la Sicilia. Anche qui, aldilà del gioco di parole con il nome del candidato, non è chiaro dove il candidato vuole portare gli elettori. Qual è la «call to action», la «chiamata alle armi» per cui un cittadino dovrebbe votare De Luca. La mancanza di una foto del candidato, inoltre, non permette un «avvicinamento» del politico ai cittadini. Potrebbe risultare quasi anonimo. Forse si vuol puntare più sulla lista che sul candidato Presidente?

Claudio Fava (SEL e IdV): Libera Sicilia – Un’altra politica | Un altro Futuro. Qui la domanda sorge spontanea: quale politica vogliono i siciliani, quale futuro si aspettano da Fava? Tre messaggi in un manifesto sono troppi e nella guerra di manifesti difficilmente possono restare impressi nella mente dei cittadini.

Mariano Ferro (I forconi): Si può fare! Un messaggio che riprende la campagna vincente di Obama e quella perdente di Veltroni. Forse sono a corto di idee? Perché non puntare sull’argomento forte del movimento, ovvero il tema agricolo?

Davide Giacalone (Le Ali alla Sicilia): Cambiare è possibile. Provarci è indispensabile. Il messaggio presente sulla pagina Facebook forse vuol mettere le ali di Icaro al candidato. Ali di cera che si sciolgono davanti all’idea calda di proporre dei temi importanti per gli elettori. Anche se le immagini in rotazione sul sito ufficiale della lista elettorale con le varie issue sembrano un buon tentativo di andare aldilà di un «semplice slogan». Forse hanno bisogno di un tantino di sintesi in più ma è apprezzabile lo sforzo.

Gianfranco Micciché (Grande Sud, Partito del siciliani, Fli ed Mps): Sogno siciliano. Messaggio diretto alla pancia, non c’è dubbio con un tocco, indiretto, di sicilianismo. A pensarci bene, quel «sogno» sa anche di «sugnu», di sono siciliano per collegare la sua immagine ai temi della sicilianità e dell’autonomia. Discutibile la foto. Vuol sembrare «uno come te»? Della serie: «facciamo una bella chiacchierata seduti uno di fianco all’altro»? Oltre alla pancia c’è di più. Forse oggi i siciliani si aspettano qualcosa di più concreto.

Nello Musumeci (PdL, La Destra, PID): Governare, con onestà. Tema delicato e rischioso. Quel «Governare» potrebbe trasmettere «sono pronto a gestire le sorti dei siciliani» visto il precedente da Presidente della Provincia di Catania e da Sottosegretario e andrebbe bene per un elettorato di centrodestra più vicino alle leadership forti. Tuttavia abbinarlo al valore dell’onestà è una scelta che potrebbe far arricciare il naso agli elettori indecisi e sfiduciati.

Flavia Odoroso (Uomini Nuovi per una Società di Uguali e Partecipi): nessun manifesto. L’avvocato palermitano del movimento dei «cristiani politici» si getta nella mischia ma forse avrebbe bisogno innanzitutto di una maggiore organizzazione sul territorio e di una strategia alla base della campagna elettorale.

Gaspare Sturzo (Italiani liberi e forti): Cambiamo la Sicilia. Scegli il futuro. Pronipote di Luigi Sturzo, punta sul cambiamento e sul futuro: dice tutto e dice niente. Qual è la ricetta per il cambiamento degli elettori? Come si vedono in un futuro guidato dal politico Sturzo?

Il tema espresso da un candidato definisce le priorità e la vision (il futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni di chi fissa gli obiettivi e incentiva all’azione gli elettori). Il tema ha il compito di dire agli elettori perché la candidatura di un politico è importante per loro. Un buon tema, legato alla ragione fondamentale, ovvero la risposta alla domanda «Perché ti candidi?», e a tre issue importanti (anche se in alcuni casi può essere semplicemente quella più vicina ai bisogni dei cittadini), con una forte reiterazione (uno degli elementi chiave per un messaggio efficace) può offrire un vantaggio ai candidati in corsa per la poltrona. Ma ancora c’è tempo per cambiare. C’è sempre tempo per una rivoluzione. Un’occasione per pensare al futuro. Per sognare con onestà.

[Foto di giopuo]


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Il nostro blogger esperto di comunicazione politica Mario Grasso propone un'analisi dei manifesti elettorali dei candidati alla presidenza della Regione siciliana. In cui, a prevalere è un leitmotiv comune: la debolezza del messaggio. Tra slogan poco concreti e giochi di parole già sentiti. «Un manifesto - come scrive sul blog Cannoli e politica - non fa vincere o perdere una competizione elettorale ma se ben strutturato può favorire la diffusione del messaggio di un candidato tra gli elettori»

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