Ragusa, la morte della 26enne Carla Barone Sequestrata la rotatoria luogo dell’incidente

«La zona dell’incidente era al buio», «la rotatoria non è rialzata a dovere né ben segnalata», «è totalmente incomprensibile la sua realizzazione, in un tratto di strada nel quale non si erano registrati incidenti gravi». Sono stati tanti i commenti dopo la morte della 26enne comisana Carla Barone nella rotatoria di contrada Maulli, lungo l’ex Strada provinciale 63, nel tratto che collega Marina di Ragusa a Donnalucata. Era la sera del lunedì di Pasquetta, e da allora sono iniziate le indagini condotte dalla polizia stradale per volere della Procura di Ragusa, al fine di accertare se ci siano dei responsabili per la morte della giovane.

Questa mattina la Stradale ha notificato al Comune di Ragusa il provvedimento con il quale si pone sotto sequestro la rotatoria in questione, che già qualcuno ha ribattezzato «la rotatoria della morte». La conferma è arrivata anche da Michele Scarpulla, dirigente tecnico del Comune, che rigetta, però, ogni accusa. Secondo lui «la rotatoria è a norma, ben segnalata e ben eseguita, in un’arteria lungo la quale, trattandosi di rettilineo, c’era la necessità di rallentare il traffico, essendo ormai a ridosso del centro abitato, in un’area di nuove lottizzazioni. Noi – continua – rispettiamo la magistratura e le indagini», e sottolinea che il sequestro odierno è stato motivato «dalla necessità di congelare lo stato dei luoghi per accertamenti tecnici».

La sera del 2 aprile, Carla Barone, graphic designer laureata da appena un mese, viaggiava in sella ad una moto col fidanzato quando entrambi sono finiti sull’asfalto. Per la ragazza, nonostante indossasse il casco, non c’è stato nulla da fare; il ragazzo ha avuto 40 giorni di prognosi.


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