Processo Qualunquemente Priolo, tra assoluzioni e prescrizioni si chiude la vicenda per Rizza e Auteri

Prescrizioni, assoluzioni e fatti «non più previsti dalla legge come reati». Si chiude con questi verdetti il processo d’appello ribattezzato Qualunquemente Priolo. Sotto i riflettori era finita la gestione amministrativa del Comune in provincia di Siracusa, quando a guidare il municipio era l’allora sindaco Antonello Rizza. Il politico, che nel 2017 era finito agli arresti domiciliari e si era candidato senza successo alle elezioni regionali con Forza Italia, ha ottenuto la prescrizione per voto di scambio e l’assoluzione per quanto riguarda tre contestazioni di concussione. Per l’abuso d’ufficio è stata decisiva l’abrogazione del reato disposta nel 2024 dal governo. Tra gli imputati anche il deputato regionale Carlo Auteri, nei mesi scorsi passato da Fratelli d’Italia alla Democrazia cristiana. Per Auteri, come riporta il dispositivo, è intervenuta la prescrizione per il reato di voto di scambio mentre per altri – concussione e truffa – è stato assolto con la formula «perché il fatto non sussiste». In primo grado, nel 2019, sia Rizza che Auteri erano stati condannati rispettivamente a tre anni e a un anno e due mesi.

«Dal 2019 ad oggi sono stato oggetto di accuse infondate, offese e denigrazioni che hanno colpito non solo me, ma anche la mia famiglia e la mia comunità. Ho scelto di affrontare il processo a testa alta, con fiducia nella giustizia, e adesso i giudici hanno ristabilito la verità. Il tempo è galantuomo: chi mi ha dipinto come un criminale oggi deve prendere atto che non avevo commesso alcun reato», sostiene il deputato Auteri all’indomani della sentenza. «La giustizia è lenta, ma arriva, e quando arriva mette il punto. A chi mi ha attaccato con leggerezza dico: vergognatevi. Ai miei concittadini, invece, dico: non giudicate mai senza i fatti. Perché sono i fatti – e non le parole – a scrivere la verità – conclude – Ora posso guardare avanti con serenità, con ancora maggiore impegno nel lavoro politico e istituzionale a servizio della mia terra».

Con la stessa formula di Auteri sono stati assolti anche Giuseppa Arcidiacono, all’epoca inserita nell’ufficio Politiche sociali del Comune, Lucia Grasso, anche lei nello stesso ufficio, Flora La Iacona, dirigente dell’ufficio Politiche sociali del Comune di Priolo, Sebastiano Mazzone e Beniamino Scarinci, ex assessore comunale allo Sport , Cultura e Spettacolo. La prescrizione riguarda anche le posizioni di quest’ultimo e di Marco Angelino. Assoluzione per estinzione dei reati perché non più previsti dalla legge come tali per Arcidiacono, Grasso, La Iacona, Giuseppe Pinnisi, ex assessore comunale alla Solidarietà sociale e Paola Scalogna.

«Dedico questa assoluzione ai miei genitori che fino all’ultimo hanno sperato, anelato di poter gridare la mia innocenza – ha scritto l’ex sindaco Rizza in un post pubblicato sul suo profilo Facebook – Dedico questa mia assoluzione, ai miei straordinari figli, alla mia meravigliosa moglie, alla mia famiglia, ai miei fratelli. Dedico questa mia assoluzione ai miei amici che mi sono stati sempre vicini. E infine, dedico questa mia assoluzione, senza alcun sentimento di odio, anche a tutti quelli che hanno costruito le loro carriere, sulle mie disgrazie. Dopo 13 anni, giustizia è stata fatta». Nell’ambito della stessa sentenza i giudici della seconda sezione della corte d’Appello hanno condannato Marco Angelino, Auteri, Scarinci e Rizza al pagamento delle spese processuali sostenute dal Comune di Priolo come parte civile. Il tutto per una somma pari a 6287 euro.


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