Qualità della vita: la migliore è Ragusa, cresce Messina Bocciature e poche eccellenze per le province siciliane

La migliore, si fa per dire, è ancora una volta Ragusa. La peggiore Caltanissetta, centesima. Ma quella che progredisce di più rispetto all’anno precedente è Messina, che sale di 16 posizioni. A peggiorare maggiormente è invece Siracusa, meno otto. Si tratta della classifica nazionale 2016 della qualità della vita stilata dal Sole 24 ore, che si basa su sei macro indicatori: affari-lavoro-innovazione; ambiente-servizi-welfare; cultura-tempo libero-partecipazione; demografia-famiglia-integrazione; giustizia-sicurezza-reati; reddito-risparmi-consumi. 

Nella classifica finale – che vede sul podio un trio settentrionale: Aosta, Milano e Trento – così si piazzano le siciliane: Ragusa 82esima (scende di quattro posti rispetto all’anno precedente; Enna 84esima (più nove); Messina 88esima (più 16); Agrigento 90esima (più sette); Trapani 91esima (più cinque); Catania 94esima (più uno); Siracusa 98esima (meno otto); Palermo 99esima (più sette); Caltanissetta centesima (più due). 

Dentro il dato generale si nasconde un lungo elenco di variabili. In affari-lavoro-innovazione la migliore delle siciliane è Siracusa, 54esima, trainata dalla presenza delle industrie del settore dell’energia del triangolo industriale. A tal proposito il capoluogo aretuseo vanta anche il secondo posto a livello nazionale per la percentuale di export sul totale del Pil: il 75 per cento della ricchezza prodotta nella provincia di Siracusa proviene dalle esportazioni, per la gran parte di petrolio e prodotti raffinati legati al petrolchimico. Nel settore ambiente-servizi-welfare la migliore delle province siciliane è Trapani, 68esima, seguita da Enna 71esima. In cultura-tempo libero-partecipazione prima è Messina (55esima), seguita da vicino da Ragusa (58esima) e Catania (59esima). Molto più indietro le altre province. Agrigento è la migliore per demografia-famiglia-integrazione; mentre Enna stacca nettamente le altre province per giustizia-sicurezza-reati, occupando la dodicesima posizione a livello nazionale. Infine per reddito-risparmi-consumi, tutte le province siciliane occupano la parte bassa, ma la migliore è Caltanissetta, 88esima. 

Pochi i valori in cui la Sicilia eccelle a livello nazionale. Il già citato secondo posto di Siracusa per export (a cui è speculare l’ultimo posto per l’indice di Legambiente su ecosistema urbano); il quinto posto della provincia di Enna per numero di truffe informatiche ogni centomila abitanti; il primo posto di Palermo e il secondo di Agrigento per indice di escursione climatica; il sesto di Trapani per natalità ogni mille abitanti (nove); il primo posto di Caltanissetta per separazioni ogni centomila abitanti (16, il numero più basso a livello nazionale). 

Guardando alla spesa dei turisti stranieri sul territorio (che rappresenta una delle variabili che compongono il macroindicatore cultura-tempo libero-partecipazione), infine, è la provincia di Messina – grazie soprattutto a Taormina e alle isole Eolie – quella che fa meglio, piazzandosi 18esima a livello nazionale: nel 2015 i turisti stranieri hanno speso 437 milioni di euro. Seguono Catania, 21esima, con 385 milioni di euro, e Palermo, 22esima, con 377 milioni. 


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