Il 4 giugno del 2013 dalla raffineria di Gela si riversarono in un fiume e a mare 13mila 500 litri di greggio in un'ora e venti. Dopo undici mesi di indagini la Procura della Repubblica contesta a cinque dirigenti e tre operatori i reati di disastro colposo, inquinamento e scarico non autorizzato di rifiuti industriali. «L'incidente poteva essere evitato ed ha messo in serio pericolo lincolumità di un numero indeterminato di persone», scrivono i magistrati