Processo ‘Talpe’: assolto Borzacchelli “perché il fatto non sussiste”

di Francesco Vecchio

Assolto”perché il fatto non sussiste” l’ex maresciallo e già deputato regionale Antonio Borzacchelli. La decisione della Corte d’Appello di Palermo segue all’annullamento, da parte della Corte di Cassazione, della precedente condanna ad otto anni. Addirittura, in primo grado, la scure era stata più netta: dieci anni di reclusione.

L’accusa era di concussione nei confronti di Michele Aiello, già titolare della clinica “Santa Teresa” di Bagheria, costituitosi parte civile nel processo. Secondo le accuse, Aiello avrebbe ceduto a Borzacchelli una villa dietro pressioni e minacce, quali la revoca delle licenze sanitarie. Ma le accuse, all’inizio della vicenda giudiziaria, erano anche di altro tipo: si ipotizzò, infatti, un altro tentativo di concussione e la violazione del segreto d’ufficio, in favore del boss Giuseppe Guttadauro.

Per la concussione Borzacchelli è stato assolto, mentre per l’altro capo d’imputazione il reato si è estinto per prescrizione. (a sinistra, Antonio Borzacchelli: foto tratta da grandangolo.it)

Il processo ad Antonio Borzacchelli, che è stato difeso dall’avvocato Franco Inzerillo, trae origine dalla stessa inchiesta che ha portato in carcere l’ex presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, l’ex assessore del Comune di Palermo, Mimmo Miceli, e Michele Aiello, ex ‘re’ della sanità privata siciliana. Borzacchelli, che ha sempre negato le accuse, sarebbe stato coinvolto nella rete di talpe – complici lo stesso Cuffaro, Mimmo Miceli e l’ex maresciallo, Giorgio Riolo – che avrebbe portato a conoscenza del boss Giuseppe Guttadauro della notizia che gli inquirenti avevano piazzato una cimice nella sua abitazione di Brancaccio e che erano in corso indagini nei suoi confronti.

A causa del suo coinvolgimento nell’inchiesta costata la condanna per favoreggiamento alla mafia a Cuffaro (che sta scontando 7 anni di reclusione), Borzacchelli era stato sospeso dal servizio. Un lavoro delicato, quello che svolgeva Borzacchelli, per anni al servizio della Procura della Repubblica di Palermo ne settore della pubblica amministrazione. Secondo l’accusa, Borzacchelli avrebbe utilizzato le proprie conoscenze di investigatore per ottenere favori dai potenti, minacciandoli e, addirittura,ricattandoli. (a sinistra, Michele Aiello: foto tratta da perlacitta.it)

Come già accennato, avrebbe preteso da Aiello prestiti sempre più frequenti. E anche una villa. Della quale, però, Borzacchelli si è sempre dichiarato il vero proprietario. Nella sentenza la Corte d’Appello ne ha ordinato il dissequestro e la restituzione all’imputato.

Prescritto, cpme già accennato, il capo d’imputazione legato alla rivelazione di notizie segrete a Cuffaro. Il riferimento è all’inchiesta che il Reparto operativo speciale (Ros) dei carabinieri conduceva sulla mafia di Brancaccio. Notizie che, stando all’accusa, l’ex presidente della Regione avrebbe rivelato all’ex assessore, Mimmo Miceli, che poi ne avrebbe parlato al boss Guttadauro.

Per la cronaca, nel 2001 Borzacchelli era entrato in politica: eletto all’Assemblea regionale siciliana nel collegio di Palermo, nella lista dell’Udc, lo stesso Partito di Cuffaro e Miceli.

 


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

Questa settimana dal 3 al 9 agosto 2026 il cielo risulta sereno un po’ per tutti i segni zodiacali, ma con un oroscopo dalle gradazioni differenti. Mercurio fa sentire il peso delle responsabilità prima di andare in vacanza ai segni di terra, per cui Toro, Vergine e Capricorno sono un po’ in ansia. Mentre gli […]

Quando un’impresa acquista un nuovo macchinario, un software, un sistema energetico o una qualche tecnologia, spesso sul preventivo trova la dicitura Industria 4.0. Questo, però, non basta affinché i beni rientrino nei benefici dell’iperammortamento: l’agevolazione che consente di maggiorare fiscalmente il costo di alcuni investimenti, ottenendo nel tempo una maggiore deduzione dal reddito imponibile. Destinata […]