«La privatizzazione della Sac è un golpe con aspetti poco chiari. L’operazione di privatizzazione dell’aeroporto di Catania è una svendita da parte di una governance fallimentare». Così Anthony Barbagallo, segretario del Pd Sicilia e deputato in commissione Trasporti alla Camera. Rimandando a un documento elaborato dal partito democratico etneo. «La società che gestisce l’aeroporto di Catania è già […]
Foto di aeroporto di Catania
Privatizzazione aeroporto di Catania: analisi del Pd su bilancio Sac e bando
«La privatizzazione della Sac è un golpe con aspetti poco chiari. L’operazione di privatizzazione dell’aeroporto di Catania è una svendita da parte di una governance fallimentare». Così Anthony Barbagallo, segretario del Pd Sicilia e deputato in commissione Trasporti alla Camera. Rimandando a un documento elaborato dal partito democratico etneo. «La società che gestisce l’aeroporto di Catania è già controllata da privati – continua Barbagallo -. Il socio di maggioranza, infatti, è la Camera di commercio Sud-Est con oltre il 60 per cento delle quote. Solo il 38 per cento è in mano a soggetti pubblici, come la Città metropolitana di Catania, Comune di Catania, Irsap, Libero consorzio di Ragusa e Comune di Comiso». Un socio di maggioranza, per di più, «commissariato da oltre tre anni dalla Regione Siciliana», sottolinea il segretario. Che pure fa notare il silenzio delle associazioni imprenditoriali sulla vicenda.
L’analisi del bilancio di Sac
Ma a provare «l’inadeguatezza dell’attuale governance di Sac», per Barbagallo, sarebbe un’analisi del bilancio della società che gestisce il quinto aeroporto d’Italia per traffico aereo. Un documento da cui, a una prima lettura, si trarrebbe una visione confortante sul 2025: con 112 milioni di ricavi – un aumento del 3,3 per cento rispetto all’anno precedente – e un utile netto di 8 milioni di euro. «Sembrano numeri positivi», anticipano dal Pd. Che li ha, però, paragonati con quelli del bilancio dell’aeroporto Marconi di Bologna. Con 188 milioni di ricavi, ossia oltre il 9 per cento in più del 2024, e quasi 25 milioni di utile netto. «A fronte di un numero sensibilmente inferiore di passeggeri rispetto a Catania», specificano i democratici.
La gestione del lavoro all’aeroporto
Ma non solo. A guardare la composizione dei lavoratori della società Sac e della controllata Sac service, risulterebbero in organico 841 unità: 170 in più rispetto a Bologna. «È massiccio il ricorso all’esternalizzazione di attività di gestione dell’aeroporto catanese – si legge ancora nel documento del Pd etneo -. Con quali ricadute in termini di trasparenza, tutela e garanzia per le lavoratrici e i lavoratori?». Evitando di «generare un lavoro solo apparente».
No ai fondi speculativi
Secondo il Pd catanese, un eventuale soggetto privato interessato all’aeroporto dovrebbe, come minimo, presentare in modo chiaro «un piano industriale vincolante, un programma di investimenti verificabile, indicatori di performance, impegni sulla crescita del traffico passeggeri e cargo, obiettivi di integrazione con ferrovia, porto e interporto, strumenti di confronto con le organizzazioni sindacali; forme di reporting periodico agli enti pubblici e alla collettività». Inserendo nel bando una chiara squalifica dei fondi speculativi, specifica Barbagallo.