Uno dei luoghi più suggestivi della costa di Catania trasformato in uno scenario apocalittico. Il piazzale del porticciolo di Ognina questa mattina appare trasformato in un campo di macerie, dopo il passaggio del maltempo e del ciclone Harry. Grossi massi lavici, utilizzati come argini, sono stati trascinati dalle onde e sono sparsi sull’asfalto insieme a […]
I danni del ciclone Harry al porticciolo di Ognina. Foto di Dario De Luca
Ognina in ginocchio dopo il ciclone, i pescatori: «Un evento mai visto. C’è tanta angoscia»
Uno dei luoghi più suggestivi della costa di Catania trasformato in uno scenario apocalittico. Il piazzale del porticciolo di Ognina questa mattina appare trasformato in un campo di macerie, dopo il passaggio del maltempo e del ciclone Harry. Grossi massi lavici, utilizzati come argini, sono stati trascinati dalle onde e sono sparsi sull’asfalto insieme a fango e detriti, rendendo l’area impraticabile. Un furgone commerciale è parzialmente distrutto e bloccato tra le pietre, mentre le strutture circostanti mostrano i segni dell’impatto con muri scrostati e arredi danneggiati.
I danni e la conta delle imbarcazioni affondate

Tra le attività commerciali più colpite c’è il 22 Lounge Bar di via Marittima, alla fine della discesa. In queste ore decine di persone stanno cercando di svuotare il locale dall’acqua e la voglia di parlare è poca. Alcuni massi hanno sfondato la pesante porta d’ingresso in ferro. Decine le bottiglie distrutte e danni ingenti anche al bancone. Sul posto sono presenti anche numerosi pescatori. «Non c’è un numero preciso delle barche affondate – racconta uno di loro – ma dovrebbero essere tra 25 e 30 quelle mancanti». Le mareggiate della scorsa notte hanno completamente distrutto anche piazza Giambattista Scidà, inaugurata soltanto a gennaio del 2023. Alcuni arredi e le ringhiere sono stati trascinati a decine di metri di distanza.
«Siamo tristi e devastati, molti pescatori hanno perso le loro barche e vivono un momento di assoluta angoscia», racconta a MeridioNews Fabio Micalizzi, presidente della Federazione armatori. «Noi, da tempo, lanciavamo l’allarme sulla sicurezza del porticciolo di Ognina e di quello di Aci Trezza. Ogni anno facciamo la conta dei danni, nonostante questo sia stato un evento mai visto. Qualcuno ricorda qualcosa di simile dieci anni fa, ma non di questa portata. Anche allora abbiamo subito danni e alcuni pescherecci vennero affondati. I porti dovrebbero rappresentare un posto sicuro ma, ancora oggi, non è così».