Ponte sullo Stretto, adesso c’è l’ipotesi di un commissario. «Ennesimo pasticcio del governo»

Una gestione centralizzata per salvare il Ponte sullo Stretto di Messina. Potrebbe essere letta così il piano del governo di affidare l’incarico di commissario straordinario dell’opera all’amministratore delegato della società Stretto di Messina Pietro Ciucci. Secondo quanto riportato da La Repubblica a Ciucci spetterà il compito di coordinare i lavori per rispondere ai rilievi della Corte dei conti. La designazione sarebbe stata messa nero su bianco nella nuova bozza del decreto Infrastrutture. Sulla vicenda ci sono già le prime prese di posizione, in particolare da parte del Wwf e del Movimento 5 stelle.

La posizione del WWF

A esprimere una netta contrarietà è il WWF Italia, che in una nota parla senza mezzi termini di un’operazione destinata ad aggravare una procedura già fortemente compromessa. «La notizia che sta circolando circa la possibile nomina di un commissario di governo è sorprendente: si tratterebbe dell’ennesimo pasticcio per una procedura che sta collezionando il record di pasticci», sottolinea l’associazione ambientalista. Secondo il WWF, i problemi non sono di natura burocratica, ma sostanziale. Le questioni legate al rispetto della normativa comunitaria e nazionale, in particolare su ambiente, concorrenza e appalti, renderebbero difficile individuare quali poteri potrebbero essere legittimamente attribuiti a un commissario straordinario. «Non si capisce – si legge nella nota – quali deroghe potrebbero essere applicate senza violare le regole vigenti».

Ancora più netta la posizione sugli aspetti tecnici dell’opera. «Di certo non esiste commissario che possa risolvere questioni di merito relative ai test, alle verifiche e alle analisi dell’opera sugli aspetti sismici e strutturali, oltre che ambientali e naturalistici». Per l’associazione, la possibile nomina commissariale si inserirebbe in una strategia più ampia, definita come un’operazione di carattere politico più che amministrativo. «Sembrerebbe che anche il commissario, così come il Ponte e le opere connesse, rientri in un’operazione manifesto, utile a ribadire una volontà politica oggi fortemente compromessa sul piano della credibilità».

Santillo (M5S): «Ennesima buffonata»

Secondo il deputato M5s Agostino Santillo, la premier Giorgia Meloni avrebbe sottratto il dossier a Matteo Salvini dopo «il caos combinato dal ministro», nel tentativo di «salvare il salvabile». Una mossa che, per il Movimento, nasconderebbe solo una strategia di facciata. «Da salvare non c’è nulla, ma la pantomima andrà avanti per evitare una figuraccia internazionale», afferma Santillo. Nel mirino l’ipotesi di nominare Pierluigi Ciucci commissario dell’opera: «È la prova del fallimento di Meloni e Salvini».
Per il deputato, si tratterebbe di «un’offesa alla decenza», con il rischio di un controllore coincidente con chi gestisce la Stretto di Messina Spa. «Un commissario senza poteri sarebbe l’ennesima barzelletta – conclude – mentre la verità è che questo Ponte non verrà mai realizzato».


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