Politicando/ Sbagliato criminalizzare Renzi per l’accordo con Berlusconi

Sabato scorso si verificava un evento che ha rivoluzionato e sparigliato il quadro politico. Il neo Segretario Nazionale del Partito Democratico, Matteo Renzi, eletto a furor di Popolo nelle primarie del l’8 dicembre decideva di “dissacrare la Sede del PD” invitando niente poco di meno, il condannato Silvio Berlusconi e ciò al fine di ricercare e trovare un’intesa sulla riforma elettorale.
Come ho scritto tante volte non sono mai stato simpatizzante del Cavaliere e tanto meno dopo le condanne subite dallo stesso e l’eccessiva spavalderia tenuta nella vita vissuta. La poca stima per Silvio non mi porta a fare ragionamenti sull’onda della simpatia o dell’antipatia, ma di vedere dal mio punto di vista le ragioni che hanno portato il neo Segretario Matteo Renzi a far entrare in casa PD Belzebù-Berlusconi. Renzi ha sconsacrato, insomma, il cosiddetto tempio sull’altare delle riforme possibili.

Ma i cosiddetti democratici la smettano di gridare allo scandalo e si ricordino che pochi mesi prima con lo stesso Berlusconi erano state raggiunte, anche se fuori dalla sede del PD, intese per l’elezione del Presidente della Repubblica dapprima con la candidatura di Franco Marini, impallinato dai franchi tiratori, seguita dall’altra intesa che ha riportato al Quirinale Giorgio Napolitano. Gli ortodossi del Partito Democratico non debbono neanche dimenticare che l’attuale Governo Letta è stato creato, grazie al compromesso politico col Cavaliere. Ora si vorrebbe criminalizzare Matteo Renzi che sbandiera da anni che occorrono riforme vere per l’Italia a cominciare da quella elettorale solo perché ha ospitato il l’avversario e nemico nella stanza dove c’è il quadro Che Guevara?
Se critica si può muovere al Segretario si deve nel merito dell’accordo sulla bozza di riforma della legge elettorale. E’ indubbio, infatti, che sarebbe assurdo modificare il porcellum uno in porcellum due con liste bloccate che non mettano i cittadini nelle condizioni di scegliere i propri parlamentari lasciando questa prerogativa nelle mani dei cosiddetti padroni delle istituzioni. A questo punto cosa fare? Nei prossimi giorni il parlamento verrà investito della questione e dovrà procedere alla riforma. E’ opportuno che apporti alla bozza Renzi-Berlusconi gli opportuni aggiustamenti.
Un mio personale suggerimento. Berlusconi che si oppone alle preferenze dovrebbe accettare o subire le primarie trasparenti e obbligatorie per legge, come già da qualche secolo avviene negli USA. I cittadini dovrebbero recarsi alle urne una prima volta per votare il proprio partito e dare preferenza ad un candidato ed a una candidata. Sulla base della preselezione si andrebbe alle consultazioni politiche.
Un invito a Berlusca: Dimostri veramente un minimo di spirito democratico e di rispetto per i cittadini!
Carmelo Raffa


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