Pokemon Go, vescovo di Noto: «Come nazismo» Anche la cattedrale barocca si riscopre pokestop

Dopo i familiari delle vittime della strada, il vescovo di Noto. Si allunga la lista di persone che non vedono di buon occhio Pokemon Go, l’app che in poche settimane ha catturato l’interesse di decine di migliaia di persone, specialmente tra i più giovani. E se nel caso dell’Aifvs la preoccupazione riguarda il rischio di un aumento degli incidenti stradali, per Antonio Staglianò l’universo di esserini virtuali distribuiti nelle nostre città crea «dipendenza a un sistema totalitaristico che è pari a quello nazista».

Il vescovo – già salito agli onori della cronaca per le proprie doti canore, sfoggiate a margine delle funzioni religiose – ammette di combattere l’app perché «sta alienando migliaia e migliaia di giovani». Dal canto loro, i programmatori del gioco hanno contribuito ad attirare l’antipatia di Staglianò individuando nella cattedrale di Noto uno dei tanti pokestop, dove i giocatori possono rifornirsi di pokeball e strumenti utili a dare la caccia agli ambiti animaletti.


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