Foto di Marta Silvestre

A 58 anni dal terremoto, riapre Poggioreale storica. Il sindaco: «Un piano per farla rivivere»

Poggioreale storica riapre. «E riapre soprattutto alla speranza», commenta a MeridioNews il sindaco Carmelo Palermo. Il borgo della Valle del Belìce sopravvissuto al terremoto del 1968 torna, almeno in parte, a rivivere a distanza di 58 anni. «Il 10 giugno – aggiunge il primo cittadino – sarà una giornata storica». La prima in cui la cittadina in provincia di Trapani, diventata negli anni un borgo fantasma immobilizzato alla notte del sisma di magnitudo 6.4 tra il 14 e il 15 gennaio 1968, tornerà ad animarsi di persone e attività. «Un primo esperimento – dice Palermo – a cui arriviamo grazie a un intervento di rigenerazione urbana con un investimento da un milione e 600mila euro finanziato dal programma Pnrr».

Poggioreale storica comincia a rivivere

Un primo passo che porterà a fare rivivere davvero Poggioreale storica. L’appuntamento, intanto, è per il pomeriggio (alle ore 18) di mercoledì 10 giugno. «Ci sarà una cerimonia di apertura – racconta il sindaco Palermo – e anche l’inaugurazione del museo multimediale di Casa Agosta. Dove, da poco, sono finiti gli interventi per il restauro conservativo». Il palazzo nobiliare che si trova all’ingresso di quello che un tempo era il centro abitato di Poggioreale farà da centro di accoglienza per i visitatori. Per iniziare a rianimare il borgo, dal 10 al 14 giugno, andrà in scena il festival iART con incontri con scrittori, laboratori, mostre, musica, performance di arte, luci e fuochi.

Si parte dalla messa in sicurezza

Ma non finisce qui. «Stiamo creando la condizioni ideali per permettere alle persone di entrare nella Poggioreale storica con un livello di sicurezza più alto di quello che è stato possibile garantire finora», sottolinea il sindaco. Che per indossare la fascia tricolore è tornato da Roma lasciando il lavoro al ministero dei Beni culturali. Un background che si è dimostrato fondamentale per riportare in vita la Poggioreale storica. «Che, quando era piena di vitalità – ammette senza falsa modestia – era tra le città più belle di tutto il Mediterraneo». Poi tutto si è interrotto bruscamente con il terremoto e l’incuria degli ultimi quasi 60 anni ha fatto il resto. Ma non tutto è perduto, anzi. «Era il 1994 quando – ricorda Palermo – durante un comizio, dissi che se fossimo riusciti a recuperare Poggioreale vecchia sarebbe diventata un luogo simbolico di rinascita dopo una catastrofe». Più di trent’anni dopo, ci si avvina a questo obiettivo.

«Riaprire alla speranza»

L’intenzione è quella di creare una passerella centrale, mettere il basolato nella piazza, recuperare il campanile e i muri perimetrali della chiesa madre, mettere in sicurezza gli immobili che si affacciano sul corso principale. «Con il nullaosta della Soprintendenza di Trapani – dice il primo cittadino – potremo poi rendere accessibile corso Umberto e una parte della piazza centrale». Per il primo periodo, il progetto è tenere aperta Poggioreale storica per tre giorni a settimana. «Tra cui, sicuramente, la domenica – anticipa il sindaco al nostro giornale -. Con dipendenti comunali che aprano. Stiamo valutando – prosegue – la possibilità di introdurre un biglietto e di certo, comunque, gli ingressi dovranno essere programmati con delle prenotazioni da inviare via mail per evitare un accumulo eccessivo di persone. Per il futuro – garantisce Palermo – abbiamo già in mente un piano di gestione di tipo diverso. Intanto, però – conclude – riapriamo Poggioreale storica soprattutto alla speranza. Quella di poter mostrare ai giovani la bellezza del cuore della Valle del Belice».


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