Piazza Europa, la festa dei tifosi per Catania in serie B Il corteo rossazzurro fino all’Elefante fra i cori da stadio

«La speranza è che questa promozione possa essere l’inizio di un miglioramento per tutta la città». Nel delirio di cori, urla, abbracci e gioia incontenibile, a spiccare è la riflessione di un tifoso: indossa la maglia numero 7 di Giuseppe Mascara, guida e capitano della squadra etnea nei primi quattro anni e mezzo di Serie A. Quella massima serie che, dall’avvento di Pietro Lo Monaco alla guida del club due estati fa, è stato l’obiettivo a lungo termine da raggiungere. La corte d’Appello federale, rigettando ieri i ricorsi di Ternana e Figc, ha intanto dato al Catania una B che mancava da tre anni: la promozione non è giunta sul campo come si sperava ma, nonostante ciò, tanti tifosi hanno deciso di celebrare l’evento.

Il luogo scelto per l’appuntamento di tifosi, con macchine e motorini, è piazza EuropaPiù di trecento persone si sono ritrovate alla fine di corso Italia per festeggiare quella che per molti è stata vissuta come una liberazione dopo anni calcisticamente bui. I ragazzi della curva a guidare il corteo con tante persone al seguito. Magliette, sciarpe e bandiere hanno tutte solo due colori: il rosso e l’azzurro. Fra i clacson impazziti, c’è chi non smette di urlare i classici cori della curva. Molti dedicati alla riconquista della B e qualcuno rivolto anche ai cugini palermitani, con cui quest’anno il Catania si incrocerà per una sfida molto sentita che mancava dal 2013.

Il traffico si paralizza: un autobus rimane bloccato all’imbocco di piazza Europa, con la folla che si trattiene per quasi un’ora. Il corteo poi riparte, con meta finale piazza Duomo. Si snoda lungo viale Africa, fermandosi in un paio di occasioni per i consueti cori. Attraversa piazza Papa Giovanni XXIII per poi entrare in corso Martiri della Libertà. Poi piazza Stesicoro e via Etnea, con la tappa conclusiva alla fontana dell’Elefante, sotto la quale si è sempre conclusa ogni celebrazione del tifo catanese. Lungo il percorso il gruppo di tifosi al seguito diminuisce e, alla fine, rimangono soprattutto gli ultras a celebrare una serata di riscatto calcistico che, simbolicamente, chiude il cerchio a tre anni di distanza dall’inchiesta I treni del Gol.

Una ferita non ancora rimarginata del tutto, considerando che durante i festeggiamenti non sono mancati i cori contro il patron Antonino Pulvirenti: lui, per le curve catanesi, resta il principale colpevole del disastro dell’estate del 2015, una macchia che ancora non può essere cancellata. Proprio Pulvirenti, però, potrebbe tornare allo stadio Massimino stasera, in occasione dell’amichevole dei rossazzurri contro il Biancavilla alle ore 20:30. Quella che doveva essere una semplice partitella estiva d’allenamento diventerà l’occasione di abbracciare collettivamente Sottil e i suoi ragazzi, chiamati a un’avventura ben più probante di quella immaginata sino a qualche settimana fa. Ci sarà tempo per pensare al campionato cadetto: adesso è l’ora degli abbracci, della festa e dell’orgoglio di una comunità intera.


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