Pensioni, posti in fumo e aziende in fuga L’autunno caldissimo delle mille vertenze

La mobilitazione è iniziata stamani. Assaggio di un autunno che si annuncia caldissimo. Alle 10 in via Cavour, davanti la prefettura, si sono ritrovati circa 300 tra lavoratori, disoccupati e pensionati per chiedere la modifica della riforma Fornero. Un sit-in unitario, organizzato da Cgil Cisl e Uil in occasione dell’imminente presentazione del disegno di legge sulla stabilità 2016. Al governo chiedono «soluzioni adeguate» a problemi ormai vecchi. La tutela del potere di acquisto delle pensioni innanzitutto, poi la salvaguardia degli esodati e la flessibilità in uscita.

«Già oggi al Sud le pensioni sono molto più basse e questo sistema previdenziale condannerà il Mezzogiorno alla povertà» ha ribadito il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica alla vigilia del presidio unitario di Cgil Cisl e Uil. Ma quella di stamani è solo la prima delle iniziative che i confederali annunciano. E in campo scendono insieme. «È importante la partecipazione al sit-in di oggi di tutte le categorie, con rappresentanze di lavoratori e di bandiere di ogni settore» dice il segretario della Cgil di Palermo, Enzo Campo. Perché la flessibilità in uscita e il rinnovo dei contratti di tutte le categorie sono «punti centrali e unificanti».

Soprattutto a Palermo dove in sei anni in fumo sono finiti 47mila posti e un migliaio di lavoratori, soprattutto edili e metalmeccanici, aspettano gli ammortizzatori sociali, in alcuni casi dal 2014. Una città in cui oltre il 60 per centro dei giovani non cerca più un’occupazione perché scoraggiato. Ci sono poi, spiegano le parti sociali, i 3.500 insegnanti licenziati della formazione professionale, che si trovano in «condizioni disperate». Né va meglio sul fronte industriale, dove tra le mille vertenze aperte, dalla Keller e dal Cantiere navale all’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, si fa avanti una progressiva desertificazione.

«Consentire una maggiore flessibilità in uscita per l’accesso alle pensioni, senza gravare con penalizzazioni e sbloccare il mercato del lavoro – dicono i tre segretari Cgil Cisl Uil Palermo, Enzo Campo, Daniela De Luca, Gianni Borrelli – è fondamentale per riavviare l’economia, il governo nazionale ci ascolti». Al dirigente della prefettura Maria Baratta i sindacati hanno consegnato la piattaforma da sottoporre al governo in occasione dell’imminente presentazione del disegno di legge sulla stabilità 2016. L’impegno della Prefettura è trasmettere le richieste al governo nazionale. Fra i punti chiavi la modifica della legge Fornero con il ripristino della flessibilità nell’accesso al pensionamento; la possibilità di uscita anticipata, con 41 anni di contribuzione e senza penalizzazioni; e lo sviluppo della previdenza complementare.

Pensioni, ma non solo. «Presto apriremo una vertenza nei confronti dell’amministrazione comunale sul futuro delle partecipate, dopo aver mandato più di un mese fa una lettera rimasta senza risposta – annuncia Campo -. Chiederemo, sempre insieme, la messa a punto di un protocollo per le aziende sequestrate, per la tempestiva comunicazione ai sindacati. E ci sarà la mobilitazione regionale del 31 ottobre di Cgil, Cisl e Uil, con iniziative in tutte le 9 città siciliane, sulla base di una piattaforma unitaria che riguarderà tutti gli aspetti critici sui quali si concentrerà la vertenzialità del sindacato, dalla formazione professionale ai tirocini dei giovani, dalle infrastrutture alle strade a pezzi, alle aree industriali ormai deserte».


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