PD, votare Renzi nella ‘corsa’ alla segreteria del Partito è consenso sprecato

BASTA VEDERE CON CHI SI E’ ALLEATO IN SICILIA: CON LA TRIADE CROCETTA-LUMIA-CONFINDUSTRIA SICILIA, CIOE’ CON IL PEGGIO DELLA POLITICA SICILIANA

Matteo Renzi ha ufficializzato a Bari la sua candidatura a segretario del Partito Democratico. Il suo discorso è stato affabulatorio e scoppiettante, ma la politica non c’era. E non poteva esserci, perché la politica è l’arte delle scelte di orientamento e d’interessi da rappresentare, ma quando si è in campagna elettorale (la corsa alla segreteria PD è una competizione elettorale, vuoi dentro il Partito vuoi presso l’elettorato di centro sinistra in vista delle primarie) annunciare le preferenze e le opzioni è rischioso perché si alienano i consensi di chi da quelle scelte è escluso.

La dimostrazione lampante di questo assunto è l’annessione nella corrente di Matteo Renzi dell’ineffabile duo Crocetta-Lumia.

Come può un innovatore (così si definisce Renzi) allearsi, in Sicilia, con il duo politico che dalle nostre parti rappresenta quanto di più vecchio esista in politica? Quel duo politico siciliano che fa trio con Confindustria Sicilia, alla quale è stata affidata, da cinque ani a questa parte, perfino la gestione – fino ad oggi fallimentare – dell’assessorato regionale alle Attività produttive?

In Sicilia, se non fosse per la presenza di alcune unità delle grandi aziende nazionali (esempio Enel, Ferrovie dello Stato, Eni, ecc.) e di qualche azienda multinazionale (esempio Lukoil) o di piccole imprese edili, Confindustria non avrebbe motivo di esistere. Tant’è vero che nel Piano adottato dal presidente nazionale di quest’organizzazione, Squinzi, Confindustria Sicilia rischia di scomparire o essere accorpata ad altre strutture territoriali per insufficienza organizzativa.

Ebbene, con costoro Matteo Renzi pensa di allearsi in Sicilia e con loro presentare una politica di rinnovamento?

Se è così che Matteo Renzi vuole rinnovare la politica e gli orientamenti ed il modo di essere del Partito Democratico, non abbiamo alcuna esitazione a definire un bluff il progetto politico renziano e a diffidare dalla credibilità dei suoi annunci. Perché sappiamo in partenza che essi non corrispondono minimamente agli scopi sbandierati.

Alla luce della realtà effettuale i propositi manifestati a Bari sono solo propaganda e niente contenuto. Insomma, aria fritta. Con i compagni di strada che si è scelto sappiamo con certezza che il Sindaco di Firenze non andrà da nessuna parte.

Quindi il consenso a Matteo Renzi nella corsa alla segreteria del PD è sprecato.

 


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