Palermo, ormai si sa solo perdere I tifosi e lo spettro retrocessione

Nervi tesi come corde di violino nella Palermo calcistica. La sconfitta di Bergamo ha ulteriormente incrementato il malumore dei tifosi nei confronti di una squadra che nelle ultime settimane ha mostrato il peggio di sé. I rosa erano partiti per la sfida contro l’Atalanta accompagnati da uno striscione polemico esposto allo stadio che prendeva di mira giocatori e società. Dopo il netto 3-0 in favore dei lombardi, poi, la panchina di Ballardini è sembrata traballante più che mai e l’ipotesi che in sella al gruppo potesse tornare Iachini non era così remota. Anche le dichiarazioni post gara rilasciate dal ds Manuel Gerolin avevano fatto pensare al peggio. Dopo il summit di questa mattina, invece, l’inattesa decisione di Zamparini: si va avanti con il tecnico ravennate che si giocherà il tutto per tutto nella gara contro il Frosinone.

Il Palermo deve per di più fare i conti con uno spogliatoio che dalla scorsa settimana è spaccato ufficialmente in due. I tre giocatori finiti fuori dal progetto tecnico, Daprelà, Maresca e Rigoni, cercheranno un’altra sistemazione nel prossimo mercato di gennaio a meno di un pronto reintegro prima di Natale. I tifosi non ci stanno e si chiedono come si possa ulteriormente indebolire una squadra che già non sta facendo bene. Da questo punto di vista, però, società e allenatore remano dalla stessa parte. Zamparini ha espresso tutto il suo disappunto dopo l’eliminazione in coppa Italia e anche Ballardini è stato chiaro: in squadra servono solo giocatori sereni e motivati.

I supporter rosanero, intanto, non stanno vivendo bene il momento attraversato dalla squadra. Alcuni vedono gli spettri della retrocessione già vissuta due anni fa, anche se all’epoca il Palermo era in una posizione di classifica addirittura peggiore di quella attuale. Altri se la prendono con Zamparini reo, a loro modo di vedere, di aver allestito una formazione non all’altezza per il livello di questa serie A. A essere fiduciosi sono pochi e un ambiente così poco amalgamato certo non aiuta. La squadra è reduce da tre sconfitte consecutive che l’hanno fatta scivolare ancora di più nelle zone calde. Le statistiche dei rosa con Ballardini, poi, sono impietose: in quattro gare sono arrivate tre sconfitte e un pareggio, l’eliminazione in coppa Italia e dieci gol subiti, a dispetto dei tre realizzati. Troppo poco per una squadra il cui obiettivo era quello di conquistare una salvezza tranquilla.

Ad attendere Sorrentino e compagni nell’anticipo di sabato alle 18 sarà il Frosinone. Il match sarà uno scontro salvezza a tutti gli effetti e non riuscire a vincere nemmeno contro la squadra ciociara segnerebbe sicuramente il destino di mister Ballardini. Se il Palermo non si riprenderà da qui a inizio gennaio, quando comincerà il mercato di riparazione, c’è da giurarci che nella squadra avverrà una mini-rivoluzione. L’ultima, in ordine cronologico, è avvenuta nel gennaio 2013, la stagione culminata con la retrocessione quando Pietro Lo Monaco, allora uomo mercato dei rosa, portò in Sicilia oltre dieci volti nuovi. Tutto nel tentativo di salvare una stagione cominciata male e finita peggio. I tifosi sperano soltanto che, questa volta, la storia non si ripeta.


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