Palermo multiculturale in un film

di Gabriele Bonafede

Palermo sbalorditiva, Palermo con un’altra storia d’integrazione che la pone anni-luce in avanti rispetto al resto d’Italia e d’Europa. Ieri sera è stato presentato al Cinema De Seta dei Cantieri Culturali alla Zisa un film-documentario che racconta di questo incredibile successo nella costruzione della convivenza pacifica e nel segno della contaminazione e dell’arricchimento multiculturale al centro del Mediterraneo.

Il regista Andrea Nocifora con la locandina di “Il voto nuovo”. Foto di Francesco Calcara.

Prodotto da Comune e Accademia di Belle Arti di Palermo, il film-documentario “Il voto nuovo” narra una storia che è di per se straordinaria: quella della creazione di un organismo amministrativo di sostegno al Comune per tutte le questioni che riguardano gli immigrati e tanto altro, e cioè la Consulta delle Culture.  I registi sono due giovanissimi neolaureati all’Accademia di Belle Arti di Palermo: Corrado Genovese e Andrea Nocifora, coordinate dal prof. Marco Battaglia.

È lo stesso film a chiarire perché la costituzione della Consulta, eletta con regolari elezioni lo scorso Ottobre, rappresenti una crescita e un esempio per tutta l’Europa: appassionati e consapevoli del valore delle elezioni, coinvolti fin dall’inizio nel portare la propria ricchezza culturale a servizio della città dove hanno scelto di vivere, gli immigrati di Palermo colorano di democrazia e impegno le scene di un film godibile per tutti i 52 minuti della sua durata.

È un vero e proprio viaggio in quel mondo sconosciuto ai più a Palermo e in Europa. È Il mondo della commistione tra realtà totalmente diverse eppure unite in un aspetto fondamentale: quello d’essere costituito da donne e uomini diventati palermitani, italiani ed europei. Donne e uomini che mostrano di amare il luogo dove sono venuti a vivere, sia per scelta che per le imperscrutabili circostanze della vita. Donne e uomini che parlano lingue diverse, che mischiano l’italiano, con chiaro accento palermitano, insieme alle proprie lingue d’origine; che mantengono i propri retaggi, le proprie tradizioni religiose e culturali, ma che sentono il dovere di contribuire alla crescita sociale, economica e morale della propria città di residenza.

Il film porta lo spettatore in qualcosa che sembra la realizzazione della famosa frase di Martin Luther King: “I have a dream”. Ciò che è documentato in “Il voto nuovo” sembra infatti la realizzazione di un sogno che va oltre le più ottimistiche previsioni: centinaia, migliaia di cittadini di decine di paesi di tutto il mondo, residenti regolarmente a Palermo, partecipano alla costituzione di liste, alla campagna elettorale, alla votazione e alla meritata gioia degli eletti nel sentirsi scelti per rappresentarli in una funzione fondamentale per l’Europa di domani.

Con una punta di capacità divinatorie, non scevre da ottimismo, il film narra in effetti di un progetto, di una realizzazione per un sogno di democrazia e di integrazione. Descrive ciò che ci sarà in tutta Europa tra venti o trent’anni, se l’Europa deciderà di vivere pacificamente in democrazia, accettando la presenza e il coinvolgimento di tanti popoli europei ed extraeuropei.


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