Palasport di Fondo Patti, ripristinata la copertura Intanto il Coni lavora agli appalti per rifare l’interno

Il Consorzio Stabile Valori Scarl di Roma ha comunicato nei giorni scorsi al Responsabile unico del procedimento di aver ultimato i lavori di manutenzione straordinaria della copertura del palazzetto dello sport di Fondo Patti, costati 2,18 milioni di euro (fondi comunali). Un intervento resosi necessario dopo i danni – mai riparati (vedi la paradossale storia dell’assicurazione non riscossa) – provocati da una tempesta di vento nel 2008, alla quale seguirono anni di abbandono, furti e vandalismo che hanno compromesso irrimediabilmente funzionalità e sicurezza dell’impianto sportivo.

Ripercorriamo la travagliata storia dell’appalto: dopo molti annunci, finalmente a febbraio 2017 l’aggiudicataria, la Tecnoart, azienda edile di Santa Flavia, occupa materialmente il cantiere, ma già il 23 marzo viene effettuato il recesso del contratto in danno per l’interdittiva antimafia da parte della Prefettura di Roma in relazione ad una delle ditte ausiliarie (la Eragon Consorzio Stabile Scarl), dopo che erano stati eseguite opere per appena 47mila euro.

A gennaio 2018 nuova consegna dei lavori – stavolta in via d’urgenza (per possibili rischi crolli di pezzi della copertura) – alla seconda classificata, l’ATI Consorzio Stabile Valori Scarl-Amata srl di Roma, con contratto siglato a marzo 2018 e consegna definitiva il mese successivo. Intanto, però, il direttore dei lavori chiede una perizia di variante giustificata dal maggior numero di elementi della copertura da sostituire o integrare, e così il cantiere si ferma. Un aggravio di costi e tempi, con il via libera da parte del Comune che arriva ad ottobre 2018, permettendo agli operai di tornare al lavoro. A fine marzo 2019 è stata poi chiesta una nuova richiesta di perizia di variante legata ai costi per la sicurezza. Ad aprile 2019 nuovo stop per lo scioglimento dell’ATI, con il solo Consorzio Stabile Valori a proseguire i lavori, che sono ripresi effettivamente lo scorso 10 giugno.


Ora siamo nella fase dei collaudi (i tempi di legge sono 9 mesi dalla fine contrattuale dei lavori, ma è abbastanza probabile che si concluda prima) prima della riconsegna al Comune, quindi questa parte dovrebbe essere archiviata non oltre giugno 2020. A questi lavori si aggiungono quelli da 600mila euro (anche queste somme provengono da Palazzo delle Aquile) destinati ad Amg per recupero dell’impianto di illuminazione esterna del palazzetto e dell’area destinata a parcheggio.

Nel frattempo è in corso la gara bandita dal Coni per «l’attività di rilievo strutturale, indagini strutturali e geognostiche, valutazione della vulnerabilità sismica delle strutture, aggiornamento del progetto di fattibilità tecnico-economica, progettazione esecutiva, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, direzione lavori relative all’intervento di recupero e adeguamento, tramite manutenzione straordinaria e ripristino funzionale del palazzo dello sport di Palermo – Zen». Insomma, una revisione progettuale (dal valore di 977mila euro più iva) propedeutica al recupero della funzionalità dell’impianto. Ad oggi siamo nella fase di valutazione delle proposte tecniche ed economiche da parte della commissione composta da tre tecnici. Sono due i raggruppamenti temporanei di professionisti ammessi a questo step: Stancanelli Russo Associati e INTERA S.r.l. a s.u.. Una volta aggiudicata la gara, il soggetto vincitore (sul sito di Invitalia risulta che ci sia già stata l’aggiudicazione provvisoria, in attesa delle verifiche dei requisiti) avrà 180 giorni per redigere il progetto aggiornato secondo le condizioni reali dell’impianto (non era possibile farlo senza sopralluoghi, che a loro volta non potevano essere fatti in sicurezza prima della fine dei lavori alla copertura). Poi si farà la gara d’appalto da poco più di 8 milioni di euro (5 messi dal Coni, il resto sono fondi Fas) per l’esecuzione dei lavori veri e propri che dovrebbero durare 540 giorni. 


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