Paolo Salvatore Sangiorgi e tutta la sua famiglia, già lo scorso dicembre, erano stati denunciati per invasione di terreni ed edifici. Quelli stessi che erano stati tolti nel 2016. La prefettura ora ha liberato un appartamento, un garage e un agrumeto
Palagonia, sgomberati beni confiscati cinque anni fa Un trafficante di droga li ha occupati abusivamente
Nei beni che gli erano stati già confiscati cinque anni prima, a fare da cicerone agli attivisti durante un sopralluogo era stato proprio il 60enne Paolo Salvatore Sangiorgi. Definito dai carabinieri di Palagonia un «trafficante di droga», l’uomo insieme ai familiari (la moglie di 54 anni, la figlia 19enne, il figlio 36enne e la moglie di quest’ultimo di 32 anni) ha continuato a occupare abusivamente quei beni. A dicembre 2020, tutta la famiglia è stata denunciata per invasione di terreni ed edifici. Sangiorgi è anche il titolare del bar in cui è stato ucciso, durante un agguato nell’ottobre del 2016, il consigliere comunale di Palagonia Marco Leonardo.
Adesso, la prefettura di Catania ha reso noto di avere portato a termine lo sgombero di un appartamento e di un garage nel centro di Palagonia e un agrumeto in contrada Codavolpe. Una prima ordinanza di sgombero era stata già comunicata sia agli occupanti che alla prefettura di Catania due anni fa. Lo sgombero, pianificato in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, è stato eseguito da un contingente interforze con il contributo dell’amministrazione comunale. L’ordinanza di confisca adottata dal direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata è definitiva e sono ormai decorsi tutti termini per il rilascio volontario dei beni. Ripristinate le condizioni di legalità, i beni sono ritornati nella disponibilità dell’agenzia e potranno essere destinati per fini sociali.