Foto di Aeronautica militare - ministero della Difesa

Vittime del dovere, orfano trapanese vince il ricorso: benefici anche se economicamente autonomo

Orfano del padre, un militare deceduto per carcinoma renale, al trapanese Fabio Barone spettano i benefici previsti dalla legge, anche se non era fiscalmente a carico del genitore. Lo ha stabilito la Corte d’appello di Palermo, affermando un importante principio di non discriminazione tra gli orfani delle cosiddette vittime del dovere. Ossia i lavoratori dello Stato deceduti in servizio. Nella sentenza, i giudici hanno disposto un assegno vitalizio mensile di 500 euro. Compresi gli arretrati, a partire da novembre 2019. Oltre al riconoscimento degli ulteriori benefici economici e previdenziali e l’inserimento del suo nome nella graduatoria unica nazionale.

Il ricorso di Fabio Barone

La sentenza mette fine al percorso giudiziario nato dal ricorso di Barone, un trapanese di 34 anni, rimasto orfano a 27 anni. Quando aveva chiesto di accedere ai benefici previsti, in quanto familiare di un lavoratore dello Stato deceduto in servizio, se l’era visto negare. In quanto non fiscalmente a carico del madre, al momento della morte. Da lì, il ricorso del giovane che, dopo la sentenza di primo grado del tribunale di Trapani, adesso incassa la vittoria in corte d’appello a Palermo. Dov’è stato riconosciuto il suo diritto, in quanto orfano, anche se economicamente autonomo.

Come d’altronde già sancito, appena un mese prima, dalla Cassazione. «Confidiamo che il ministro Crosetto voglia dare seguito alla decisione della magistratura – commenta Ezio Bonanni, legale di Barone e presidente dell’Osservatorio nazionale amianto e vittime del dovere – superando definitivamente una lettura discriminatoria e restituendo dignità alla memoria dei servitori dello Stato».

La morte del padre di Barone

Fabio Barone è orfano di Biagio Barone, militare dell’Aeronautica, morto a 61 anni. Per un carcinoma renale causato dall’esposizione a sostanze cancerogene e tossiche. Un’esposizione avvenuta all’interno dell’hangar dell’aeroporto Trapani-Birgi, dove Barone era in servizio dal 1996 al 2002. Un avvicinamento a casa, dopo anni di servizio militare trascorso in missioni in Albania, Somalia, Balcani, Africa e Kosovo.


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