Olio tunisino, parlamento europeo approva modifiche Testo torna al Consiglio, ma il via libera è solo rinviato

Il via libera all’ingresso di 70mila tonnellate di olio tunisino senza dazi sul mercato dell’Ue è al momento rinviato. Oggi il parlamento europeo in seduta plenaria ha discusso la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri, Federica Mogherini, che ha l’obiettivo di sostenere la democrazia nel Paese nordafricano. Sono stati approvati alcuni emendamenti al testo: è stato introdotto l’obbligo di tracciabilità delle merci, in modo che i dazi zero si applichino solo all’olio d’oliva effettivamente prodotto in Tunisia, ed è stata cancellata la possibilità di prolungare le misure d’emergenza oltre il periodo deciso di due anni. La misura quindi dovrebbe scadere il 31 dicembre del 2017. Infine il parlamento ha chiesto alla Commissione di presentare una valutazione intermedia sull’impatto sul mercato dell’Unione europea, visto che non esiste al momento uno studio di previsione sulle possibili conseguenze. 

Il testo adesso, essendo stato modificato, dovrà essere nuovamente esaminato dal Consiglio europeo, dove si aprirà un negoziato con gli Stati membri dell’Unione. Nel frattempo il Movimento 5 stelle ha ottenuto un incontro con Mogherini. Ignazio Corrao, eurodeputato grillino, mostra ottimismo. «La partita è riaperta – afferma -. Adesso avremo il tempo di incontrare l’alto commissario europeo che ha risposto positivamente alla nostra richiesta per rivedere il provvedimento». Dello stesso avviso anche Giovanni La Via, europarlamentare di Ncd. «Purtroppo – commenta – l’emendamento che abbiamo presentato per il rigetto della proposta non è stato approvato, ma abbiamo provato a depotenziarne gli effetti». 

In base ai precedenti accordi commerciali con l’Ue, la Tunisia già beneficia di una quota pari a 56.700 tonnellate di olio a dazio zero per l’olio d’oliva vergine. Nel 2014/2015, le esportazioni di olio d’oliva tunisino verso l’Europa hanno raggiunto 145.200 tonnellate. Numeri a cui si aggiungerebbero le 35mila tonnellate all’anno del nuovo accordo e che spaventano i produttori siciliani. Impossibile competere con i produttori della sponda Sud del Mediterraneo, a causa di una profonda differenza nei costi del lavoro e di regole diverse anche sull’uso di pesticidi. Secondo le associazioni degli agricoltori, in Sicilia un litro di olio extravergine di oliva non può essere venduto a meno di 5,50 euro non imbottigliato. Quello tunisino può arrivare a costare anche un euro a litro.


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Oggi l'assemblea ha detto sì ad alcuni emendamenti alla proposta di importare in due anni 70mila tonnellate senza dazi. Introdotto l'obbligo di tracciabilità e cancellata la possibilità di prorogare la misura. Si riapre quindi il dibattito e nel frattempo il Movimento 5 stelle ha ottenuto un incontro con Mogherini

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