Sequestro probatorio del rifugio Sapienza per «consentire l’ulteriore approfondimento degli accertamenti, verificare lo stato e la funzionalità degli impianti e determinare con esattezza la causa dell’accaduto». Questo quanto deciso dalla procura di Catania dopo la presunta intossicazione da monossido di carbonio che si è verificata nella storica struttura sull’Etna, a quota 1910 metri sul livello […]
Foto di Razvan Gocan
Sequestrato il Rifugio Sapienza. Accertamenti anche sul decesso di un ospite
Sequestro probatorio del rifugio Sapienza per «consentire l’ulteriore approfondimento degli accertamenti, verificare lo stato e la funzionalità degli impianti e determinare con esattezza la causa dell’accaduto». Questo quanto deciso dalla procura di Catania dopo la presunta intossicazione da monossido di carbonio che si è verificata nella storica struttura sull’Etna, a quota 1910 metri sul livello del mare.
Sotto esame la caldaia alimentata a Gpl
L’intervento dei soccorsi è scattato la notte del 21 settembre scorso dopo che alcuni ospiti della struttura si erano sentiti male. Gli accertamenti, effettuati dopo l’evacuazione con nove persone trasferite negli ospedali di Catania, «hanno consentito di rilevare la presenza di monossido di carbonio in più ambienti della struttura, con concentrazioni particolarmente elevate in una delle camere e valori elevati nei locali adiacenti», si legge in una nota inviata alla stampa e firmata dal procuratore capo Francesco Curcio. Da questa ispezione sarebbe inoltre emerso che la dispersione di monossido «potrebbe essere dovuta a un malfunzionamento dell’impianto di evacuazione dei gas combusti di una caldaia alimentata a GPL, nei locali cucina sottostanti alle camere interessate».
La procura comunica inoltre che, oltre a indagare sull’origine della dispersione di monossido, sono in corso accertamenti sulla morte di un ospite. Da verificare se il decesso, verificatosi nei giorni precedenti all’evacuazione, possa in qualche modo essere collegato all’esposizione al gas.