Non ci stanno ad essere etichettati come «parenti dei mafiosi». I dipendenti della società Italo Belga ieri sono scesi in piazza, a Mondello, per precisare come dietro a una realtà dipinta per intero a tinte fosche ci siano 140 famiglie. Più circa altre 100 dell’indotto. Persone che non sanno cosa ne sarà del loro prossimo […]
Mondello, dipendenti di Italo Belga scendono in piazza: «Non siamo mafiosi, chiediamo dignità»
Non ci stanno ad essere etichettati come «parenti dei mafiosi». I dipendenti della società Italo Belga ieri sono scesi in piazza, a Mondello, per precisare come dietro a una realtà dipinta per intero a tinte fosche ci siano 140 famiglie. Più circa altre 100 dell’indotto. Persone che non sanno cosa ne sarà del loro prossimo futuro, dopo la decisione della Regione siciliana di revocare l’autorizzazione alla società che gestiva parte della spiaggia della borgata marinara di Palermo. Su richiesta della commissione regionale antimafia. Circa un centinaio di persone hanno percorso le strade di Mondello con lo striscione: «I lavoratori chiedono rispetto, dignità e certezze». L’altra faccia della legalità.
Lavoratori e famiglie a rischio
«Non siamo mafiosi» hanno urlato a gran voce i lavoratori. Con riferimento alle notizie, che hanno portato alla decisione della Regione, di alcuni dipendenti parenti di esponenti mafiosi. E sull’utilizzo di ditte con legami con condannati per mafia per effettuare lavori e gestire servizi affidati alla Italo Belga, senza che la Regione ne fosse a conoscenza. «Ho iniziato a lavorare qui conclusa la leva militare – racconta Vincenzo Mansueto, 57 anni, da 36 impiegato nel reparto amministrazione con contratto a tempo indeterminato -. Ho cominciato con un contratto stagionale, rinnovato un paio di volte, e poi sono stato assunto. Molti di noi, in questi giorni, non riescono a chiudere occhio la notte. Ci etichettano come mafiosi, come sottopagati, ma non è vero. Ho contributi versati da 36 anni e sono una persona perbene».
La questione della società Italo Belga
I dipendenti della Italo Belga hanno voluto sottolineare come le responsabilità siano individuali. Motivo per cui la rappresentazione data dei lavoratori, sarebbe distorta. E loro abbandonati al proprio destino. Dopo l’esclusione della società Italo Belga, infatti, la Regione Siciliana ha avviato una procedura pubblica per il nuovo affidamento dello spazio in gestione. Ma non ha previsto un passaggio agevolato per i lavoratori. Che oggi chiedono a gran voce di non pagare per altri. La società Italo Belga, intanto, ha presentato ricorso al Tar contro il decreto di revoca della concessione. Con la prima udienza fissata per il 24 marzo.