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Il caso Mondello in commissione Antimafia nazionale: «Chiesti più controlli e certificazioni veloci»

La commissione antimafia nazionale si occupa del caso della spiaggia di Mondello, a Palermo. A riferire sulla vicenda, a Roma, è stata l’assessora regionale al Territorio e ambiente Giusi Savarino. Che riassume, tramite una nota inviata dalla Regione siciliana, la sua audizione di stamattina. Partendo da due richieste avanzate per rendere più agevole il lavoro dell’ente regionale: «Più controlli da parte della Guardia costiera e tempi più celeri per il rilascio delle certificazioni antimafia alle aziende balneari». Un incontro di circa un’ora, spiega Savarino, in cui l’assessora è stata sentita «sulla vicenda di Mondello e della Italo Belga, ma non solo – racconta -. Abbiamo illustrato, con dovizia di particolari, l’iter rigoroso seguito dalla Regione Siciliana che ha portato alla decadenza della concessione, depositando tutti gli atti richiesti. E abbiamo parlato delle soluzioni che stiamo vagliando per il futuro».

Un futuro in bilico, dato l’iter giudiziario avviato dal ricorso della società Italo Belga, in risposta alla revoca dell’autorizzazione a gestire la spiaggia. Ma anche un futuro per cui l’assessora ha chiesto alcuni aiuti. Dai controlli della Guardia costiera, appunto, «preventivamente e non solo dopo l’arrivo di segnalazioni – aggiunge -. Come Regione ci siamo anche detti pronti a sostenere eventuali costi aggiuntivi». E poi il nodo che ha portato alla battaglia con l’Italo Belga: lo stato di legalità delle ditte aggiudicatarie, da monitorare costantemente. «Abbiamo chiesto una tempistica più celere per il rilascio delle certificazioni antimafia delle aziende – continua Saverino -, per effettuare controlli efficaci e nel pieno rispetto delle regole, senza però rallentare le attività e gli investimenti».

Un «confronto utile e costruttivo», quello con la commissione nazionale antimafia, secondo le parole dell’assessora regionale. Che chiama ancora in causa il livello nazionale, accennando alla necessità di un «lavoro sinergico tra Istituzioni di ogni livello». Per «assicurare trasparenza nella gestione delle concessioni e – conclude -, rispetto al caso di Mondello, essere in grado di restituire ai cittadini e ai turisti una spiaggia pienamente fruibile, valorizzando il litorale palermitano come patrimonio naturale e simbolo della città, anche senza la presenza della Italo Belga».


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