Foto di Mondello italo belga

Mondello, bandi congelati: il pasticcio regionale che infiamma la politica siciliana

Se la burocrazia siciliana fosse una disciplina olimpica, la gestione della spiaggia di Mondello si sarebbe già aggiudicata l’oro per il salto dell’ostacolo normativo. L’ultimo atto di questa tragicommedia balneare porta la firma di Calogero Beringheli, dirigente generale del dipartimento Ambiente della Regione, che con un colpo di penna ha congelato tutto: bandi sospesi fino al 14 maggio.

Il valzer delle sentenze

Mentre i palermitani iniziano a guardare con speranza il termometro che si alza ancora lentamente, la Regione Siciliana preferisce guardare il calendario giudiziario. Tutto nasce dalla decisione del Consiglio di giustizia amministrativa che, ribaltando il precedente orientamento del Tar, ha accolto l’istanza cautelare della società Italo-Belga. Risultato? La revoca della concessione storica è sospesa. In un mondo ideale, un’amministrazione lungimirante avrebbe previsto il rischio di un rimpallo giudiziario. In Sicilia, invece, si è preferito procedere a testa bassa con la frammentazione della spiaggia in 13 lotti da assegnare tramite autorizzazioni brevi. Un piano che ora assomiglia pericolosamente a un castello di sabbia davanti all’alta marea dei ricorsi.

Cronaca di un’estate in bilico

L’ironia della sorte vuole che il termine della sospensione coincida proprio con la metà di maggio. Questo significa che, nel migliore dei casi, le procedure ripartiranno quando la stagione dovrebbe essere già a pieno regime. Chi si prenderà la responsabilità di allestire lidi, cabine e servizi di salvataggio in ventiquattro ore? La risposta, sospesa tra le righe dei comunicati ufficiali, è un preoccupante “si vedrà”. Le reazioni politiche non hanno tardato ad arrivare, tinte di quello stupore che spesso maschera l’impreparazione. Antonello Cracolici, presidente della commissione regionale Antimafia, non ha usato giri di parole definendo la decisione del Cga «molto discutibile» e «senza precedenti». Ma, al di là del merito giuridico, resta il dato politico: la Regione si ritrova con il cerino in mano.

Il ruolo del Comune: spettatore o protagonista?

In tutto questo il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, «prende atto». Una formula diplomatica che suona come un amaro “ve l’avevo detto” sussurrato tra i corridoi di Palazzo delle Aquile. Il Comune, che pure avrebbe interesse a una gestione ordinata del suo salotto cittadino, assiste impotente a un braccio di ferro che rischia di trasformare Mondello in una terra di nessuno per le prossime settimane.

Un cortocircuito annunciato

Il vero punto critico non è il ricorso della Italo-Belga, un atto legittimo in uno Stato di diritto, ma l’incapacità della macchina regionale di costruire un percorso amministrativo blindato. Aver indetto bandi lampo per “autorizzazioni brevi” mentre pendevano contenziosi di tale portata è stato, a essere generosi, un azzardo. A essere onesti, una leggerezza che i bagnanti e gli operatori turistici potrebbero pagare cara.

Prossima fermata: 14 maggio

La sospensione fino al 14 maggio non è solo una pausa burocratica. È il simbolo di una Regione che si ferma perché non sa più che direzione prendere. Tra udienze collegiali e decreti dirigenziali, l’unica certezza è che a Mondello, quest’anno, l’articolo più venduto non sarà la crema solare, ma il ricorso amministrativo. Quel giorno sapremo se Mondello avrà finalmente dei gestori o se dovremo rassegnarci a una stagione balneare gestita a colpi di carta bollata. Nel frattempo, ai palermitani, ma anche ai turisti, non resta che stendere l’asciugamano sulle macerie di una programmazione che non c’è mai stata.


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