Misterbianco, Mattarella ha firmato lo scioglimento Il decreto adesso ha la sigla del capo dello Stato

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto di scioglimento del consiglio comunale di Misterbianco per la durata di 18 mesi e il «contestuale affidamento della gestione del Comune alla commissione straordinaria composta da: dottor Salvatore Caccamo – viceprefetto; dottor Ferdinando Trombadore – viceprefetto aggiunto; dottoressa Giovanna Camizzi – dirigente di II fascia Area I». L’atto, che è stato firmato lo scorso 1 ottobre, è stato caricato oggi sul sito della Presidenza della Repubblica.

La vicenda nasce dopo che la procura etnea ha reso nota l’inchiesta Revolution bet 2 a novembre 2018. Un’indagine su un sistema che collegava mafia e scommesse online che ha portato all’arresto dell’ex vicesindaco di Misterbianco Carmelo Santapaola, accusato di essere titolare, assieme ai fratelli Carmelo e Vincenzo Placenti, dell’Orso bianco caffè. Un bar intestato al figlio di Santapaola, che era stato sequestrato un paio di settimane prima per via di presunte irregolarità nel circuito delle scommesse. A svelare il collegamento tra il locale e il vicesindaco era stato proprio MeridioNews, prima dell’arresto. L’attività degli ispettori prefettizi è durata sei mesi, al termine dei quali gli atti sono stati inviati a Roma per le verifiche da parte del ministero dell’Interno.

Lo scorso 26 settembre, il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento del Comune. Per il sindaco Nino Di Guardo si è trattato di un «crimine di Stato», basato su «un’accusa infamante e inverosimile». Convinto si tratti di un atto «incomprensibile» con cui «le autorità statali umiliano e mortificano uno dei più virtuosi Comuni siciliani, esempio di legalità e buongoverno», il primo cittadino ha anche iniziato una protesta contro lo scioglimento

Nella lettera che ha inviato al presidente delle Repubblica annunciava l’inizio dello sciopero della fame. Di fronte al municipio ha creato la sua postazione: un tavolino rosso di plastica davanti al camper di famiglia parcheggiato negli stalli riservati ai motorini – azione che gli è costata anche una multa da 170 euro fatta dai vigili urbani. «La democrazia non va umiliata», «Non si scioglie un Comune senza colpe». Sono alcuni dei cartelli scritti a mano che addobbavano il suo camper. Una protesta che è durata un giorno. I tre funzionari nominati dal ministero dell’Interno per guidare Misterbianco hanno infatti deciso di non concedere all’ex primo cittadino il suolo pubblico all’entrata del municipio. Dopo una seconda multa per l’occupazione dei parcheggi dei ciclomotori (altri 170 euro), la polizia municipale gli ha notificato anche i l’obbligo di sgomberare tutto.


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