Minacce aggravate dal metodo mafioso per ottenere i soldi per un omicidio mai commesso nell’Agrigentino. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Agrigento hanno dato esecuzione a un’ordinanza del tribunale di Palermo nei confronti di Giuseppe Morreale. L’uomo, originario di Favara, è già detenuto per altra causa. Le minacce per i soldi per […]
Minacce con metodo mafioso per avere i soldi di un omicidio mai commesso: un arresto a Favara
Minacce aggravate dal metodo mafioso per ottenere i soldi per un omicidio mai commesso nell’Agrigentino. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Agrigento hanno dato esecuzione a un’ordinanza del tribunale di Palermo nei confronti di Giuseppe Morreale. L’uomo, originario di Favara, è già detenuto per altra causa.
Le minacce per i soldi per l’omicidio mai commesso
Secondo la ricostruzione investigativa, Morreale in concorso con Giuseppe Grassonelli – già arrestato il 13 gennaio – avrebbe posto in essere reiterati atti di intimidazione. Anche mediante chiamate e messaggi contenenti minacce esplicite, aggravati dall’utilizzo del metodo mafioso, nei confronti di un uomo residente in Germania. Al fine di ottenere la somma residua di 6000 euro, ritenuta parte del corrispettivo versato per commettere un omicidio poi rimasto ineseguito.
Le varie fasi delle indagini
Il provvedimento si inserisce nello stesso contesto investigativo che il 13 gennaio ha portato all’esecuzione di una misura cautelare in carcere per Giuseppe Grassonelli. Nell’ambito di un’attività d’indagine svolta dal nucleo investigativo del reparto operativo dei carabinieri di Agrigento e diretta dalla Direzione distrettuale antimafia della procura di Palermo. La misura oggi eseguita è stata disposta a seguito dell’accoglimento, da parte della Corte di Cassazione dell’appello proposto dal pubblico ministero. Con conseguente applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato per i reati contestati nel procedimento.
Arrestato con la maschera di Salvador Dalì
In una precedente fase della stessa attività investigativa, sempre i militari del nucleo investigativo avevano arrestato un uomo di Porto Empedocle. Trovato in possesso, nel corso di una perquisizione domiciliare, di una pistola semiautomatica Beretta 96 Combat calibro 40 S&W con matricola abrasa, un caricatore con 11 cartucce dello stesso calibro e una maschera in plastica raffigurante il volto di Salvador Dalì. Elementi ritenuti riconducibili al proposito omicidiario poi rimasto ineseguito. Nel corso delle ulteriori perquisizioni erano stati rinvenuti e sottoposti a sequestro due revolver, rispettivamente calibro 22 e calibro 38 Special, quest’ultimo con matricola abrasa, e munizionamento vario.