Migranti, due nuovi hotspot a Mineo e Messina Gabrielli conferma apertura entro fine del mese

Adesso è ufficiale. In Sicilia sorgeranno altri due hotspot. A confermarlo è stato il capo della polizia, Franco Gabrielli, durante l’audizione in commissione d’inchiesta sul sistema d’accoglienza dei migranti. I due centri di identificazione saranno aperti a Mineo, in provincia di Catania, e a Messina. Andranno ad aggiungersi agli altri quattro già in funzione a Lampedusa, Pozzallo, Trapani e Taranto, in Puglia. La messa in funzione dovrebbe avvenire entro la fine di marzo

La notizia dell’aumento degli hotspot non è tuttavia nuova. Già l’anno scorso, l’ipotesi si era fatta largo. Con l’Italia che sarebbe stata in procinto di chiedere all’Unione europea un potenziamento delle strutture nate con l’obiettivo di gestire i flussi migratori in entrata. Gli hotspot sono stati pensati per consentire l’identificazione dei migranti subito poco dopo gli sbarchi: sulla carta, infatti, entro 72 ore dall’arrivo in Italia, i migranti dovrebbero essere censiti, con la registrazione delle impronte digitali. L’obiettivo è quello di attuare una prima scrematura in materia di aventi diritto allo status di rifugiati. 

L’esperimento, tuttavia, è stato più volte oggetto di pesanti critiche, per le condizioni che caratterizzano la permanenza dei migranti e per la lentezza e poca chiarezza nelle procedure di identificazione.

Un anno fa, tra i primi a commentare la proposta del ministero degli Interni c’era stato il primo cittadino di Messina Renato Accorinti: «Ci dispiace aver dovuto apprendere dalla stampa di questa notizia e di non essere stati mai coinvolti in questa discussione dal ministero. Sono totalmente contrario perché Messina fa un altro tipo di accoglienza ai migranti», aveva detto il sindaco peloritano. Per quanto riguarda Mineo, dove è presente il Cara più grande d’Europa, MeridioNews aveva anticipato a maggio 2016 l’avvio di procedure simili a quelle degli hotspot, con ingressi e partenze molto veloci.   


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