Messina, un centro di ricerca sul rischio sismico Ingv: «Migliorare lettura dei segnali della terra»

Realizzare a Messina un centro di ricerca di alta specializzazione dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sulla sismicità. Questa la proposta venuta fuori dall’incontro organizzato dall’Ordine degli architetti. Terremoti e maremoti nello Stretto di Messina. Occasione di ricerca e monitoraggio, questo il tema dell’incontro che ha visto affrontare non solo argomenti relativi al rischio sismico, ma anche alla necessita di un monitoraggio continuo accompagnato dalla mitigazione del pericolo e dalla possibilità di ricerca. 

Ancora oggi non è possibile prevedere i terremoti. «Ci sono tanti precursori sismici, ma nessuno validato, sappiamo dove avverranno ma non quando, lo arriveremo a sapere se riusciremo a leggere i segnali che la terra ci dà», ha detto Carlo Doglioni, presidente dell’Invg, presente oggi insieme ad architetti, ingegneri del Genio e della Protezione civile. «Gli architetti messinesi hanno il dovere di dare un contributo per l’area in cui vivono e operano e pretendono di essere ascoltati dalla politica e dagli amministratori con l’obiettivo di creare le giuste sinergie affinché venga mitigato il rischio sismico», ha invece sottolineato il presidente dell’ordine degli architetti Giovanni Lazzari. «Bisogna immaginare un percorso virtuoso che consenta di passare dalle proposte ai fatti e il centro dell’Ingv che si vorrebbe realizzare qui a Messina ci consentirebbe studi e ricerche fondamentali per il nostro territorio». 

Uno dei ricercatori dell’istituto Nicola Alessandro Pino ha infine spiegato come la «conoscenza del rischio sismico nell’area della Stretto non basta a far assumere alle persone consapevolezza dei comportamenti da tenere in caso di calamità».


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