Matera-Catania 0-2, ecco chi sale e chi scende Lo splendido gol di Vassallo e gli errori di Marotta

Il Catania continua a non convincere e incantare, tornando però dall’insidiosa trasferta di Matera con tre punti fondamentali per classifica e fiducia. La prestazione della squadra non è ancora all’altezza di fama e blasone dei giocatori che compongono la rosa: in questa occasione, però, a pesare sono state anche le pessime condizioni del terreno dello stadio Franco Salerno. A spiccare è Andrea Vassallo, autore della miglior prestazione dal suo arrivo in rossazzurro.

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Andrea Vassallo: il ragazzo, classe 1997, aveva già lasciato intravedere discreti sprazzi di gioco contro la Reggina, sabato scorso. La trasferta di Matera, però, potrebbe essere quella della sua consacrazione ai piedi dell’Etna: Vassallo si rende infatti autore di una partita intelligente tatticamente e di buona fattura a livello tecnico. Il gol del vantaggio è splendido, per coordinazione e precisione. Con le sue scorribande, poi, tiene sempre in apprensione il dirimpettaio materano Risaliti. Promosso a pieni voti

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Luigi Scaglia: la titolarità della fascia sinistra difensiva non può che essere la sua. Scaglia mette al servizio della squadra esperienza e tecnica da vendere, per il ruolo di terzino. Si disimpegna sempre bene in fase di contenimento, proponendosi con forza quando si tratta di attaccare. Ritrovando gamba, l’ex calciatore di Brescia e Parma, ha rinvenuto anche la lucidità perduta. 

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Matteo Pisseri: se la squadra mantiene per la terza volta consecutiva la porta inviolata è, soprattutto, grazie alle sue parate. Nella prima frazione è decisivo sul tiro-cross di Bangu, nella ripresa sventa la conclusione di Ricci e copre benissimo la porta a un Corado che sbaglia da due passi. Merita il sette pieno in pagella.

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Alessandro Marotta: il numero 9 parte dalla panchina, rilevando dopo l’ora di gioco un Curiale molto stanco dopo una partita passata a dare e ricevere sportellate con Stendardo e Auriletto. La punta ex Siena si ritrova a disposizione con tutti gli spazi che il suo compagno di reparto non ha avuto, riuscendo a fallire l’incredibile. Prima si fa ipnotizzare dal portiere a tu per tu, poi lo scarta e tira fuori a porta sguarnita. Il Catania ha urgentemente bisogno della sua miglior versione.

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Maks Barisic: quello relativo a Maks Barisic è palesemente un equivoco tattico. Lo sloveno, inventato esterno d’attacco da Lucarelli lo scorso anno, sembra proprio non riuscire a rendere al meglio in quella posizione. Spesso fuori tempo con i compagni di reparto, non riesce mai ad incidere. Mai un cross calibrato, mai un passaggio smarcante a servire la punta. In quella porzione di campo, forse, serve altro. 

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Khalifa Manneh: la crisi d’identità degli esterni che tanto bene avevano fatto lo scorso anno riguarda anche lui. Il gambiano entra malissimo in partita, sbagliando appoggi facili e divorandosi due occasioni che sembravano già cosa fatta. L’esterno mancino sta attraversando un periodo di scarsa forma e fiducia: l’augurio è di una pronta inversione di tendenza, altrimenti la sua involuzione sarebbe inspiegabile.


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