Un masterplan da 31 interventi e 200 milioni di euro che punta alla rigenerazione urbana dell’intera Costa Sud di Palermo, ma i quattro progetti cardine attorno ai quali si dovrebbero snodare tali operazioni di recupero sono fermi da parecchi mesi. Anzi, è possibile affermare che molti di questi, per motivazioni diverse, non siano mai realmente […]
Costa Sud di Palermo Foto di Sonia Sabatino
Nuovo masterplan per la Costa Sud di Palermo, ma i lavori restano sempre al palo
Un masterplan da 31 interventi e 200 milioni di euro che punta alla rigenerazione urbana dell’intera Costa Sud di Palermo, ma i quattro progetti cardine attorno ai quali si dovrebbero snodare tali operazioni di recupero sono fermi da parecchi mesi. Anzi, è possibile affermare che molti di questi, per motivazioni diverse, non siano mai realmente partiti. Ancora una volta a Palermo sogni e desideri si scontrano con l’amara realtà dei fatti.
Il masterplan della Costa Sud di Palermo
Nei giorni scorsi è stato presentato all’Ecomuseo del Mare quello che il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha definito un nuovo patto con la città. Il Masterplan che punta ad avviare un processo di rigenerazione urbana sui sette chilometri di litorale e nei quartieri limitrofi. Un’operazione che, complessivamente, vanta investimenti per oltre 200 milioni di euro, reperiti da capitoli di spesa quali i fondi ex Gescali, PNRR e FSC.
Nell’elenco del Masterplan presentato dall’amministrazione comunale di Palermo ci sono diversi interventi noti come il parco a mare dello Sperone (19,8 milioni), riqualificazione porticciolo della Bandita (15,7 milioni) e lungomare della Bandita (12 milioni). E ancora il parco Libero Grassi (11 milioni), la valle del fiume Oreto-Sentiero Natura (5 milioni), la rifunzionalizzazione idraulica del fiume Oreto (250.000 euro) e il potenziamento del sistema Cala (27 milioni).
Tra gli interventi figurano poi le opere di urbanizzazione primaria: nodo intermodale di Brancaccio (1 milione), svincolo di Brancaccio – lato monte (5 milioni), realizzazione di interventi di edilizia, verde e viabilità in via Di Vittorio (8,4 milioni). Poi ci sono la fognatura di via Messina Marine (17,8 milioni), la manutenzione strade e marciapiedi quartiere Sperone (1,5 milioni), efficientamento impianti di pubblica illuminazione (13,6 milioni), sistemi di videosorveglianza e control room (250.000 euro).
I progetti cardine fermi da mesi
Questo masteplan da 31 interventi comprende, dunque, una serie di opere che saranno realizzate a corollario dei quattro principali: il porticciolo della Bandita, il Parco a mare dello Sperone, il Parco Libero Grassi e la foce del fiume Oreto. Peccato che, per motivazioni diverse, i lavori siano fermi o mai partiti in tutti questi progetti, come già verificato a febbraio da MeridioNews.
«Da anni il sindaco Lagalla continua a descrivere la Costa Sud come il simbolo della rinascita di Palermo. Al di là degli annunci, però, i fatti raccontano una realtà ben diversa – confermano a MeridioNews Concetta Amella, capogruppo M5S, e Pasquale Tusa, consigliere della seconda circoscrizione -. Il Parco Libero Grassi è fermo. I lavori sono bloccati in attesa della revisione del progetto, affidata a al gruppo di professionisti di Alice Grassi per un costo di oltre 124 mila euro. Con il paradosso di dover rivedere il progetto a cantiere già avviato».
L’appalto per la riqualificazione del lungomare della Bandita è stato aggiudicato, così come quello per il Parco a mare dello Sperone. Eppure i lavori non sono ancora iniziati. L’unica certezza sembra essere la data di conclusione prevista nel 2027, a poco più di un anno da oggi. Per il nuovo porticciolo della Bandita e per i servizi previsti – dalle aree sportive ai punti di ristoro – si è ancora in attesa della conclusione della progettazione.
Perdita dei finanziamenti e ricerca di nuove risorse
«Nel frattempo, Palermo ha anche perso importanti finanziamenti destinati alla riqualificazione della foce del fiume Oreto – rimarcano ancora Amella e Tusa -. Questo è il bilancio concreto della tanto annunciata rigenerazione della Costa Sud: cantieri fermi, opere che non partono, progettazioni che si trascinano per anni e opportunità di finanziamento andate perdute. La Costa Sud non ha bisogno di slogan o passerelle. Ha bisogno di un’amministrazione capace di programmare, rispettare i cronoprogrammi e trasformare gli impegni in risultati concreti. Continuare a celebrare una rinascita che ancora non si vede rischia soltanto di alimentare sfiducia e delusione nei confronti delle istituzioni».
«Lagalla e il centrodestra non hanno alcun merito sulla Costa Sud. Infatti, i 50 milioni dei piani urbani integrati sono giunti grazie ad un nostro emendamento alla Camera dei deputati che ha consentito l’ammissibilità di progetti allo stato preliminare. In 4 anni non sono riusciti a far partire i lavori. Inoltre, si sono fatti pure scippare oltre 10 milioni per la riqualificazione della foce del fiume Oreto. Per non parlare dei fondi ex Gescal per lo Sperone che stanno perdendo, dei fondi per l’asilo di Brancaccio che hanno perso. Adesso dovranno trovare altre risorse, allungando ulteriormente i tempi» conclude infine il deputato regionale del M5S, Adriano Varrica.