Una mappa, reale e ragionata, dei boschi in Sicilia. In un’epoca di droni e dati digitali sembra scontato. E, invece, non esisteva. Parte da qui il rapporto Foreste in Comune di Pefc Italia, organizzazione internazionale senza lucro e non governativa, per la gestione sostenibile delle foreste. Redatta insieme a Uncem (l’Unione dei Comuni montani) e […]
La mappa dei boschi in Sicilia: «Isolati, poco abitati e arretrati». Le potenzialità in uno studio
Una mappa, reale e ragionata, dei boschi in Sicilia. In un’epoca di droni e dati digitali sembra scontato. E, invece, non esisteva. Parte da qui il rapporto Foreste in Comune di Pefc Italia, organizzazione internazionale senza lucro e non governativa, per la gestione sostenibile delle foreste. Redatta insieme a Uncem (l’Unione dei Comuni montani) e Legambiente. Non solo una mappa che colma il vuoto di dati finora frammentari, spesso non ufficiali e, soprattutto, non aggiornati. Ma l’intuizione di incrociare l’estensione territoriale delle foreste per singolo Comune a indicatori socioeconomici. Dall’andamento demografico degli ultimi 20 anni al consumo di suolo. Con uno scopo chiaro: aiutare a orientare le scarse e confuse strategie ambientali, economiche e territoriali delle Regioni.
Il verde tra pochi cittadini e ricchezza possibile
Il rapporto mappa l’ampiezza assoluta delle foreste e il suo rapporto con la superficie del Comune, in un indice di boscosità pesato. Il primo dato evidente è come la distribuzione dei boschi sia «fortemente concentrata», spiega lo studio. Per lo più montana, periferica, con pochi abitanti e in «Comuni di ridotta capacità amministrativa». Spiegano il diffuso stato di abbandono e le difficoltà di gestione. Ma non sempre, sottolinea il rapporto, questo coincide con povertà o immobilità.
Ci sono molti boschi anche in «territori attrattivi sul piano sociale e dinamici sul piano economico. In alcuni come nuovo immaginario di qualità della vita – spiega il report -. In altri convivono con filiere agricole avanzate». Indicando, quindi, la strada verso politiche territoriali integrate. E ragionamenti su scale più vaste del singolo Comune, spesso in difficoltà, «come le Comunità territoriali e Green community». In una visione d’insieme che i sindaci dovrebbero «porre sul tavolo delle Regioni – commenta Marco Bussone, presidente Pefc Italia -. Servono politiche».
Il rapporto tra bosco e abitanti in Sicilia
Per metà dei Comuni nazionali, «la presenza del bosco è marginale o inesistente». Eppure proprio lì vivono due terzi dei cittadini italiani. Un trend a cui la Sicilia non fa eccezione: con un indice di boscosità regionale del 13,33 per cento. L’Isola è stata distinta in 19 comunità territoriali: una scala che raggruppa più Comuni simili per territorio e fenomeni socio-economici. E sulla regione ricadono quasi la metà delle comunità italiane in cui il bosco è trascurabile rispetto al resto del territorio.
Le potenzialità dei boschi siciliani
Tra le comunità montane siciliane, inoltre, solo 7 superano un Pil pro-capite medio annuo di 25mila euro. E ben 15 su 19 mostrano una forte specializzazione agricola: «Segnale di arretratezza delle economie locali», si commenta nel report. Almeno guardando alle altre e varie potenzialità dei boschi. Non solo turistiche. Ma anche «per promuovere la bioeconomia circolare, ridurre l’importazione di prodotti dall’estero – si suggerisce nello studio -. E usare il legno ai fini energetici, per incentivare filiere locali di valore e sostituire i materiali di origine fossile in edilizia e nel packaging».
La mappa del verde in Sicilia
Con un territorio di oltre 2 milioni e mezzo di ettari, la mappa dei boschi in Sicilia ne copre poco più di 340mila. Per lo più nel Messinese: Caronia e Cesarò, infatti, hanno la superficie forestale più estesa. Terzo posto per Mazzarino, nel Nisseno. Podio tutto messinese, poi, se si guarda all’indice di boscosità: con Caronia seguita da Longi e Casalvecchio Siculo. Tra i 25 Comuni siciliani con maggiore verde per estensione fanno una timida comparsa solo altre due province: Palermo (con Isnello, Pollina e Godrano) e Catania (con Milo, Maletto, Sant’Alfio). Mentre tra i Comuni siciliani più grandi in assoluto, nessuno arriva al 10 per cento di indice boschivo: Noto (quarto Comune nazionale più grande) si ferma prima del 7 per cento; Monreale (sesto in Italia per grandezza) lo sfiora con il 9,6 per cento; Ragusa, unico capoluogo di provincia in classifica, supera di poco l’8 per cento.