Magione, gli artisti ricordano il 23 maggio «Boss ucciso ieri: la mafia non è sparita»

Con un pubblico di migliaia di studenti palermitani, il palco della Magione canta per commemorare Giovanni Falcone. Mentre le persone impegnate nella lotta alla mafia intervengono per raccontare ai ragazzi la loro esperienza, Sasà Salvaggio intrattiene dal palco la platea. Cantanti, attori, comici, webstar intervengono per portare il loro messaggio di legalità: «È fondamentale soprattutto per non dimenticare – annuncia Salvaggio, il comico palermitano che ha lavorato a lungo per Striscia la Notizia – Ieri hanno ucciso un boss a Palermo: la mafia non è sparita; come diceva don Luigi Ciotti poco fa, la mafia si è modificata, bisogna stare attenti, parlare di legalità soprattutto ai ragazzi per compiere un gradino verso il futuro. La maggior parte di questi ragazzi non era ancora nata nel 1992, ma per fortuna oggi c’è tanta informazione e bisogna insistere per fare conoscere ai ragazzi quello che è successo perché non si ripeta più».

Molti gli artisti e i personaggi famosi intervenuti per l’evento alla Magione. Tutti per ricordare il 1992 e i passi fatti aventi da allora per combattere la criminalità. «Venticinque anni fa – racconta ancora Sasà Salvaggio – me lo ricordo benissimo, ero vicino all’autostrada, quando ho sentito la notizia dell’attentato a Capici in radio, dopo qualche mese successe anche a Borsellino; mi ricordo che ero al mare e lì sembrava per noi un punto di non ritorno. Invece proprio da lì è stato un punto di partenza».

La platea, incuriosita dalla presenza degli artisti, tra cui le web star Giampiero Prestigiacomo e Giorgio Muratore, è stata sorpresa anche dall’arrivo del cantante Ermal Meta, atteso più tardi all’Albero della Legalità, che ha voluto fare improvvisare un’esibizione, cantando il brano di Domenico Modugno Amara Terra mia. Anche il cantante ha voluto testimoniare l’importanza del ricordo del 23 maggio 1992.

Luca Abete, inviato di Striscia la Notizia molto conosciuto per il suo impegno contro l’illegalità a Napoli, è intervenuto testimoniando il fatto che quello di oggi è un giorno particolare non solo per Palermo e per la Sicilia, ma per tutti gli italiani che credono nella futuro all’insegna della giustizia e della legge. «C’è bisogno di confronto su più canali – riporta Abete – per portare questo messaggio. Non mi tiro mai indietro davanti questi eventi ed è molto bello vedere tanti ragazzi che portano un valore aggiunto. La giornata di oggi ci permette di rinfrescare la memoria, la nostra memoria, ma anche di raccontare ai ragazzi che non c’erano, per fare in modo che vivano quello che mi auguro non succeda più». Abete conclude con un auspicio per il futuro: «Spero che da domani si passi dall’azione al ricordo per migliorare questo paese. Il 23 maggio di 25 anni fa ero a casa da solo, la mia famiglia era in vacanza e io stavo preparando un esame per l’università. Rimasi impietrito, non lo credevo possibile, non riuscivo a immaginare fosse accaduto un affronto tanto grave allo stato, alla legge».


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