L’US open si accende

Alla fine l’ultimo Slam dell’anno è diventato divertente. Non certo per via della sconfitta di Federer – che speriamo si decida presto a staccare la spina, non fa bene a nessuno vederlo così – che ci ha privati di un quarto di finale d’antan contro il rivale di sempre, Rafa Nadal, protagonista – vedremo fino a che punto – di una solita resurrezione; quanto per un paio di incontri davvero di grande pathos se non proprio tecnicamente bellissimi. Uno ha visto il protagonista che non t’aspetti, Monsieur Gasquet, giovane talento da circa 10 anni, che solo una volta era riuscito a issarsi fino al quarto di uno slam, a Wimbledon. Qui c’è riuscito nel più rocambolesco dei modi, annullando persino un match point e giocando per 4 ore e 40 minuti contro il canadese dalla faccia di bimbo Milos Raonic. Adesso lo attende Ferrer, col quale è sotto 8-1 nei confronti diretti. Ma in fondo era anche 1-15 contro gli ottavi slam, una speranza credo la coltivi.

L’altro ottavo appassionante è stato quello tra Lleyton Hewitt – detto “Rusty” che significa “arruginito” –  e l’ex soldato, dice lui, dell’Armata Rossa, Michael Youzhny, uno che qui è arrivato addirittura in semifinale 3 anni fa e va a saper come. Perché il buon Misha oltre ad un rovescio bellissimo da vedere ha davvero poco altro, e solo le eterne condizioni precarie di Rusty  lo hanno salvato da una sconfitta. Sotto 2 set a 1 e 42 nel quarto, Hewitt è improvvisamente crollato anche se ha avuto la lucidità di fermarsi sul due pari del quinto. Grazie alla boccata d’ossigeno l’australiano saliva fino a servire per il match, sul 5-2, ma in vista del traguardo è del tutto finita la benzina e il russo ha chiuso con una serie di 5 game di fila. Con Djkovic, imbarazzante vincitore del suo ottavo, si prospetta un altro discreto allenamento.

Ma aldilà di tutto questo, noi fremiamo per qualche altra ora. Tra un po’ infatti Roberta Vinci e Flavia Pennetta si contenderanno il posto in semifinale, verosimilmente contro Vika Azarenza, in un torneo femminile che ierei è stato brutalizzato da Serena Williams, vincitrice del suo quarto di finale per 60 60. Tanto feroce da far temere per Li Na, la prossima avversaria, ma la cinese non è tipo da spaventarsi per così poco. Tornando alle nostre godiamoci la partita, chiunque vinca lo avrà meritato e sarà la seconda italiana della storia, dopo l’exploit dell’Errani l’anno scorso, a raggiungere le semifinali di New York. I palermitani si augureranno la vittoria di Roberta, se il tennis fosse un romanzo vincerebbe Flavia.


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Alla fine l'ultimo slam dell'anno è diventato divertente. Non certo per via della sconfitta di federer - che speriamo si decida presto a staccare la spina, non fa bene a nessuno vederlo così - che ci ha privati di un quarto di finale d'antan contro il rivale di sempre, rafa nadal, protagonista - vedremo fino a che punto - di una solita resurrezione; quanto per un paio di incontri davvero di grande pathos se non proprio tecnicamente bellissimi. Uno ha visto il protagonista che non t'aspetti, monsieur gasquet, giovane talento da circa 10 anni, che solo una volta era riuscito a issarsi fino al quarto di uno slam, a wimbledon. Qui c'è riuscito nel più rocambolesco dei modi, annullando persino un match point e giocando per 4 ore e 40 minuti contro il canadese dalla faccia di bimbo milos raonic. Adesso lo attende ferrer, col quale è sotto 8-1 nei confronti diretti. Ma in fondo era anche 1-15 contro gli ottavi slam, una speranza credo la coltivi.

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