Life is light, progetto «ecoglocal» in Sicilia Scuola di stile di vita e integrazione a Lentini

Uno scambio culturale, di respiro europeo, in cui un gruppo di ragazzi tra i 17 e i 29 anni, di nazionalità e culture diverse, imparano una serie di mestieri manuali legati al territorio e a vivere in condivisione. Si chiama Life is light e ed è un progetto internazionale – approvato nell’ambito del programma Youth in action e dall’European commission – messo in piedi da un’associazione di Lentini, la Ex duco lab. L’obiettivo? «Dare attenzione ai giovani in condizioni di svantaggio economico e sociale, ma anche geografico. Che è quello in cui spesso si trova chi vive in Sicilia», spiega Alessandra Matarazzo, 30 anni, vice presidente Edb ed ideatrice del progetto insieme ad Alessio Bufalino. Che – come precisa lei stessa – segue i dettami della comunità europea ed è legato a varie esperienze a livello internazionale e locale. Con la finalità di dare a chi partecipa delle competenze alternative e concrete da spendere nel mondo del lavoro. «Alcuni dei ragazzi che sono arrivati non avevano mai visto un albero – sottolinea la responsabile – e adesso sanno raccogliere le arance e fare tantissime altre cose».

Dal 24 ottobre a oggi, giovani provenienti dalla Romania e da diverse parti d’Italia, hanno vissuto insieme in un agrumeto in contrada Sigona, tra Lentini e Catania. Qui – grazie agli insegnamenti di professionisti del settore – hanno imparato vari mestieri legati alla natura e al territorio. Parole d’ordine: ecosostenibilità e rispetto per l’ambiente. «Tutti valori quasi spariti – afferma Alessandra – ma che invece servono a formare una mentalità in contrasto con una società divenuta insostenibile». Un periodo di lavoro e condivisione, «per trasmettere le basi di uno stile di vita semplice e salutare e un atteggiamento sociale di apertura verso il nuovo e il diverso». In quest’ottica, non risulta casuale la scelta del paese partner. «A Lentini c’è una percentuale molto alta di famiglie rumene, che vivono isolati all’interno della loro comunità, dove restano emarginati e non integrati», spiega la vice presidente.

Invece, lo scopo di Life is light è proprio quello di favorire l’integrazione, anche attraverso momenti di lavoro in gruppo. Durante la loro permanenza in contrada Sigona, infatti, i ragazzi – tutti provenienti da situazioni di disagio ed ambienti molto diversi tra loro – hanno lavorato insieme all’insegna dell’aiuto reciproco. E dell’ecologia. Tra i loro manufatti ci sono strutture ecosostenibili come docce solari, bagni ecologici, compostiere da giardino e arredamenti, tutto realizzato con materiali riutilizzati e riciclati (pallett, plastica, vetro, vecchi mobili, alluminio ed altri ancora), che hanno imparato a costruire a e migliorare. Hanno anche prodotto compostaggio domestico, terriccio fertile, saponi naturali con scarti di olio d’oliva o cenere, mini serre tramite vecchie bottiglie di plastica, canali di scolo e orti in sospensione utilizzando lattine di birra. Infine, si sono dedicati alla semina di ortaggi e prodotti di stagione e alla realizzazione di uno spazio circolare adibito alla condivisione, nella quale si pianteranno i grani antichi. Tutto questo per favorire un «ritorno alla cultura di appartenenza, al rispetto dei valori di una società contadina nella quale non esisteva il rifiuto e nella quale tutto diveniva risorsa». Anche il cibo è a impatto zero: tutti  i pasti, infatti, sono preparati con alimenti prodotti in loco o acquistati da contadini e aziende locali.

Non solo lavoro, ma anche attività di svago come i laboratori fotografici, in cui i ragazzi impiegano tutta la seconda parte della giornata. Dove «la fotografia è utilizzata come strumento per lo sviluppo personale e mezzo per capire la società: vedere la realtà che ci circonda ed equiparare i diversi stili di vita», sottolinea Alessandra. Anche qui, i partecipanti sono stati seguiti da un gruppo di esperti locali, che sono serviti loro anche come esempi «di siciliani che ce l’hanno fatta». Il progetto Life is light, è stato realizzato in collaborazione con Manitese Sicilia, Ycma Parthenope, le Giacche verdi di Bronte, TecnoGeo, Rifiuti zero Sicilia e Forum catanese per l’acqua bene comune.

«In questo momento di crisi sociale, di mancanza di lavoro e di speranze, l’obiettivo comune deve essere quello di fare intercultura e sviluppare una cittadinanza europea, attiva e pensante. E che abbia qualcosa da fare», afferma la vice presidente di Edb, associazione – costituita da ragazzi tra i 25 e i 30 anni – che dal 2009 si occupa di creare progetti internazionali di formazione per i giovani. «Nella società di oggi non tutti possono essere medici o avvocati: c’è bisogno anche di uno stile di vita semplice e di mestieri antichi, legati al nostro territorio». Per dare una possibilità anche a chi è svantaggiato. «Se il futuro non c’è, ce lo costruiamo da noi, nella nostra terra. E’ arrivato il momento di modificare le cose in Sicilia, e questo è un punto di partenza».

 

[Foto di Ex Duco Lab]


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