Legalità, Giustizia e Carità per un nuovo umanesimo. Gratteri: «si sta facendo poco»

«Oggi viviamo in una società del consumismo in cui i valori sono l’avere e non l’essere». Così Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica al Tribunale di Catanzaro, ha risposto, ospite a Catania dell’incontro dal titolo “Legalità, Giustizia e Carità. Tre valori per una società più umana” organizzato dall’associazione Giustizia e Pace, sollecitato su come riuscire, ai giorni nostri, a mettere insieme questi tre pilastri per una società civile, per un nuovo umanesimo.

«Abbiamo perso tanto tempo abbiamo lasciato fare alle multinazionali che hanno fagocitato la società dell’apparire, dell’apparenza. E’ molto difficile potere ridare vigore a questi tre valori. Bisogna lavorare tantissimo e non solo dirlo ma iniziare a farlo. Attualmente si sta facendo poco. Da parte delle Istituzioni e anche della Chiesa non c’è un grande impegno verso il progetto per un nuovo umanesimo»

Cosa manca?

«Tutto. Non si sta parlando di istruzione, non si investe in sicurezza. Perché la gente dovrebbe credere nelle istituzioni? Non c’è fiducia. La prova è che, ad ogni elezione, aumenta il numero degli astenuti»

Ma allora questi appuntamenti servono?

«Si parla di legalità oggi e domani di cosa si parlerà? Dopo Avere affrontato l’argomento in una serata, domani cosa succede? Bisogna fare progetti di lungo periodo, programmazione. Non è che con un convegno si risolve il problema o si può dare inizio ad una svolta. Occorrono progetti che richiedono fatica, sudore, impegno e non tutti sono disposti a fare sacrifici per gli altri. Oggi siamo più egoisti rispetto a dieci anni addietro»

Quanto sono interconnessi Legalità, Giustizia e Carità nel mondo di oggi?

«Dovrebbero esserlo. Anche nel modo di pensare, nel modo di essere. Però è molto difficile, impegnativo pensare a questa connessione, sequenza logica nel mondo di oggi».


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