Le forze di Cateno De Luca all’ARS dicono no alla spartizione. Lo Giudice: «Vogliamo cambiare le regole del gioco»

Fuori dal sistema. Altro che doppio gruppo per doppi ruoli. Sud chiama Nord e Sicilia Vera, le due formazioni politiche all’interno dell’Assemblea Regionale Siciliana che fanno capo a Cateno De Luca, dicono no. No alle spartizioni di incarichi, no alle poltrone in cambio di silenzi e voti in Aula. Insomma no alle stampelle al centrodestra. La maggioranza che sostiene Renato Schifani dovrà, a questo punto, fare le proprie considerazioni. A chiarire immediatamente la differente visione è il coordinatore Danilo Lo Giudice: «La scelta di Sicilia Vera e Sud chiama nord di non accettare il ruolo di segretario dell’ufficio di presidenza del parlamento siciliano ha un peso ben specifico. È coerente con la nostra linea politica e segna il punto di non ritorno rispetto alle vecchie logiche di spartizione che hanno sempre caratterizzato l’assemblea regionale siciliana. La rinuncia da parte dell’on. Giuseppe Lombardo del ruolo di segretario a seguito del voto d’aula da parte dei Cinque stelle e del Pd ci pone definitivamente e chiaramente in controtendenza rispetto alla corsa alle poltrone e agli incarichi. Il nostro deputato Giuseppe Lombardo rinunciando alla carica ha rinunciato anche ad una cospicua indennità aggiuntiva a quella di deputato regionale».

Conti alla mano si tratta di un compenso extra pari a 1159,14 euro mensili oltre al budget di 80 mila euro annui per assunzioni varie. In più da segretario Giuseppe Lombardo avrebbe avuto diritto ad altri benefit come l’auto blu, uffici e personale aggiuntivo. «Il nostro no – prosegue – a partecipare alla classica spartizione di prebende ha spiazzato le forze politiche presenti in aula. Mai si era infatti verificato un fatto del genere. Noi lo avevamo detto e lo ribadiamo, siamo in Parlamento per cambiare le regole del gioco. La nostra posizione ieri sera ha messo in evidenza il maldestro tentativo delle finte opposizioni e anche di parte della maggioranza di tirarci all’interno di inciuci e alleanza fatte di dare e avere. Abbiamo dimostrato con i fatti di non essere interessati. Abbiamo dimostrato di essere l’unica e vera opposizione al governo Schifani».


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