Le domande (retoriche) del M5s al governo Musumeci «Due anni di pandemia non hanno insegnato niente»

«Prevenire è meglio che curare, ma due anni di pandemia non hanno insegnato niente al governo regionale di centrodestra, guidato dal presidente Nello Musumeci, per prepararsi alle nuove ondate Covid». È l’attacco dei deputati regionali del Movimento 5 stelle che lamentano come per quanto riguarda la pandemia dovuta al nuovo coronavirus «siamo tornati indietro di due anni, con disagi equiparabili a quelli della prima ondata, ma allora il virus aveva sorpreso tutti. Oggi invece non è ammissibile navigare a vista, come si sta facendo, senza protocolli da seguire, senza strutture adeguatamente dimensionate. Gli ultimi mesi sono stati sprecati senza alcuna programmazione».

Parole forti quelle dei pentastellati che, adesso, chiedono: «Sono stati completati i lavori nelle strutture ospedaliere che potevano essere approntate per le nuove, prevedibili emergenze? A che punto sono i lavori che avrebbero dovuto assicurare più posti letto per i malati Covid in terapia intensiva e sub intensiva senza più la necessità di dovere intaccare quelli necessari ai malati non Covid? È stato potenziato il trasporto pubblico locale? Qualcuno ha pensato a un piano di screening e vaccinazioni in tutte le scuole?».

Domande che, in realtà, sembrano piuttosto retoriche come conferma il capogruppo del M5s all’Ars Nuccio Di Paola: «Le risposte sono sotto gli occhi di tutti: file interminabili per tamponi e vaccini, reparti al collasso e ospedali da campo, positivi in isolamento abbandonati per giorni e giorni, proroghe nella riapertura delle scuole decise prima per tre e poi forse per cinque giorni solo per spostare sempre in avanti il problema senza mai risolverlo. Decidere di non decidere sembra essere la nuova mission di questo governo fallimentare – lamenta – Vorremmo capire qual è la linea del governo Musumeci e dei suoi assessori, una volta per tutte, ammesso che la linea ci sia. Dovranno rendere conto, pubblicamente e nelle sedi opportune, a cominciare dall’Assemblea regionale, del caos che hanno creato in Sicilia e del panico al quale hanno costretto intere famiglie».


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