La visita lampo di Crocetta ad Acireale «C’è il ciclone, finiamo in mezz’ora»

«Ho sentito il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, e mi ha detto che è in arrivo qualcosa in più di una tromba d’aria, che riguarderà le coste a sud della Sicilia e la costa ionica. Per cui chiuderemo l’assemblea in mezz’ora. È una situazione molto grave». Inizia con queste parole la conferenza stampa del presidente della Regione, Rosario Crocetta, intervenuto ad Acireale, per deliberare lo stato di calamità per i comuni colpiti due giorni fa dalla tromba d’aria. 

A presenziare all’incontro, che si è svolto nei locali della Protezione civile acese, le autorità civili e militari interessate a capire quali saranno le decisioni che la Regione e il governo nazionale adotteranno per dare inizio alla ricostruzione. Tuttavia, come detto, al momento non è possibile fare un consuntivo dei danni, e questo perché altri potrebbero aggiungersene a un conteggio già ora molto elevato: «Lo scenario che prefigurano i tecnici è duplice, entrambi con conseguenze pesanti. Non bisogna fare allarmismo, ma neanche sottovalutare lo stato delle cose», ha spiegato Crocetta. 

Principali interessati alle parole del governatore, i sindaci del comprensorio seduti a fianco dello stesso Crocetta: «In questo momento bisogna collaborare tutti – ha continuato – quindi evitare di uscire di casa, per la propria incolumità e per evitare di intralciare eventuali operazioni di soccorso. Certo – ha aggiunto il presidente della Regione – la speranza è che nulla di tutto ciò accada, ma le autorità hanno il dovere di informare». Nel corso dell’incontro, nel quale c’è stato anche un piccolo momento di ilarità con il senatore Giovanni Pistorio che è caduto a causa della rottura della sedia che lo ospitava, Crocetta ha assicurato il proprio sostegno ai comuni colpiti e la vicinanza ai rispettivi primi cittadini, seriamente impegnati a contenere i danni. 

Nello stesso tempo, il governatore ha anche ricordato che la cura del territorio non può essere argomento da affrontare soltanto in stato di emergenza, bensì deve diventare oggetto di programmazione: «Quando ho lanciato l’idea del Patto dei sindaci per le energie rinnovabili – ha ricordato Crocetta – ho voluto far capire che non possiamo pensare che l’equilibrio del creato si curi soltanto nelle catastrofi. La tutela del territorio e dell’ambiente deve essere l’aspetto più importante e caratterizzare la nostra programmazione economica, sociale e azzarderei anche etica». Programmazione che potrebbe essere agevolata, secondo il governatore, dalla riforma delle ex province con i liberi consorzi: «Se un comune non autorizza le costruzioni su una collina che potrebbe cedere e un altro comune adiacente invece lo fa, i problemi non si risolvono. Bisogna avere una programmazione più ampia». 

Conclusione con un messaggio diretto al governo nazionale: «Faremo tutto ciò che c’è da fare – ha detto il governatore – affinché arrivino i dovuti finanziamenti. Perché non è spiegabile che lo Stato faccia certe cose verso altre regioni e non debba farle quando in ballo c’è la Sicilia». Poche parole, sufficienti però a rafforzare la resistenza delle popolazioni colpite. Nella speranza che il peggio sia già passato.


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