La quarantena dei ragazzi autistici tra video e chiamate «La distanza fisica è un limite ma pure un’opportunità»

«La distanza fisica è un limite ma anche una opportunità». La stanno sperimentando gli operatori della cooperativa Controvento di Catania che, dal 2015, si occupano di servizi socio-psico-educativi per diverse disabilità intellettive, dalla sindrome di down all’autismo. In questo periodo di restrizioni dovute all’emergenza coronavirus, «stiamo sperimentando anche noi nuovi metodi per continuare a coltivare i legami con i nostri ragazzi e con le loro famiglie», racconta a MeridioNews Martina Nucifora, la coordinatrice delle attività per bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico. Per l’occasione della Giornata mondiale dell’autismo dello scorso 2 aprile, Controvento ha realizzato un video con i ragazzi e i loro genitori

«Abbiamo scelto la canzone Come un pittore dei Modà per rappresentare i nostri ragazzi e le loro famiglie che sono ricchi di sfumature di colori», spiega Martina che, insieme agli altri operatori e alle altri operatrici, ha trovato un modo «di annullare le distanze, fare sentire la vicinanza e colorare un po’ il web facendo conoscere questa realtà perché la conoscenza è un prerequisito fondamentale per l’inclusione». 

Dai tre ai 45 anni per Controvento l’obiettivo è l’autonomia di tutte le persone. «Con i bambini partiamo dall’autonomia individuale a quella esterna che si comincia a incrementare nell’adolescenza – precisa – per arrivare alla residenzialità, all’inserimento lavorativo, insomma alla realizzazione del progetto di vita di ciascuno». In questo momento in cui è d’obbligo rispettare l’isolamento sociale per contenere la diffusione del contagio del Covid-19, molte attività sono state sospese. 

«Stiamo provando a sopperire con videochiamate durante le quali – racconta Martina – con i ragazzi facciamo delle attività e ai genitori concentriamo il passaggio di conoscenze e consigli utili che, di solito, diluiamo nel tempo». Giochi sensoriali, esercizi che sviluppano le abilità fino-motorie, consigli su come gestire lo spazio e il tempo a casa. «La cosa più difficile da affrontare per i ragazzi autistici è il cambio di una routine, rinunciare ai ritmi con cui le loro giornate erano scandite prima. Per questo – aggiunge – proviamo a mantenere con loro una continuità anche a distanza». 

Dall’altro lato ci sono i genitori tra cui Muni Sigona, la mamma di Toti che, insieme al marito Michele da anni porta avanti il progetto dell’hotel etico La casa di Toti nelle campagne di Modica, in provincia di Ragusa. «Se non fosse per la rabbia per il fatto che da ieri non troviamo in farmacia un medicinale indispensabile per Toti – racconta a MeridioNews – direi che la nostra quarantena stava andando bene». 

Toti è un ragazzone di 22 anni autistico e che soffre anche di psicosi. «Chiede sempre quando finisce il coronavirus ma, in realtà, lui ama stare a casa e gli piace averci tutti a casa – racconta la donna – In questo periodo è felice quando cucino per lui e spesso mi domanda, con tono preoccupato, se continuerò anche dopo a farlo come adesso». Anche le giornate di Toti, però, sono diverse a causa della pandemia. «Gli mancano gli amici e gli educatori – dice la madre – ne viene solo uno la mattina». 

Anche in questo caso, a colmare in parte le distanze ci pensa la tecnologia. «Con gli altri ragazzi e i loro genitori ci incontriamo ogni pomeriggio tramite una piattaforma online». C’è chi racconta la propria giornata, chi canta, chi balla, chi cucina. «Toti all’inizio non amava molto questo tipo di interazione e, infatti, ai primi due non ha partecipato. Poi – continua Muni – ha visto una ragazzina nuova, si è incuriosito e si è avvicinato per conoscerla». 


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