La bambina nata senza un rene, incontro all’Inps «Ci sono altri casi, vogliamo creare l’associazione»

«Una piccolissima vittoria per la nostra grande battaglia». Daniele e Magda, la mamma e il papà della bambina di Zafferana Etnea nata otto mesi fa senza un rene, stanno andando avanti per ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile per la loro bambina. L’Asp 3 di Acireale aveva espresso parere contrario. La famiglia è stata riconvocata per una nuova visita al centro medico-legale dell’Inps di Catania. «Inaspettatamente, la commissione medica ha riconsiderato il caso di nostra figlia dopo il rigetto» nel cui verbale, per di più, era stata esclusa la possibilità di una revisione.

Una convocazione che era, quindi, tutt’altro che scontata. «Finalmente – racconta papà Daniele a MeridioNews – hanno fatto una visita completa alla bimba e si sono soffermati con attenzione a leggere gli incartamenti e a osservare le ecografie». Dopo i controlli, è arrivato il riconoscimento della malformazione. «Adesso la pratica è stata messa in stand-by e – aggiunge il genitore – stiamo aspettando i risultati degli esami del sangue che ci hanno chiesto dopo avere abbandonato l’ipotesi della necessità di una scintigrafia renale (un esame che permette di verificare la funzionalità renale che si esegue somministrando in vena una sostanza radioattiva, ndr) alla quale ci eravamo opposti».  

Nel verbale dell’Asp la bambina viene riconosciuta come monorene destro congenito. Viene rilevata la disabilità ma la bambina «non è invalida civile» in quanto è affetta da una «patologia non invalidante». In pratica la malformazione c’è ma non provoca un handicap. «La nostra battaglia – aggiunge Daniele – adesso continua e non solo per nostra figlia. In questi mesi, infatti, abbiamo scoperto che nel territorio di Zafferana ci sono altri tre casi di bambini che hanno la stessa patologia di mia figlia e vogliamo vederci chiaro per capire se tra le concause possano esserci anche questioni ambientali o territoriali». L’obiettivo della coppia, adesso, è quello di costituire un’associazione per tutelare i bimbi nati monorene. «Noi ci siamo messi in prima linea e andremo avanti nella speranza di unirci anche ad altri genitori».


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